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Gigleur. Questo blog deve il suo nome a un amico, uno che negli anni Sessanta era un appassionato di motori e che lo è rimasto ancora adesso. Un petrolhead, direbbero gli anglosassoni. Per lui il getto del massimo di un carburatore si chiama ancora gigleur. Anche se è un termine che non si usa più. Anche se ormai lo capisce solo chi quegli anni li ha vissuti o che sogna di averlo fatto. Questa parola più di altre rimanda all’idea di un automobilismo del passato. Fatto di rumore, cambiate col punta-tacco, bulloni e chiavi inglesi. Di telai progettati al tecnigrafo e di carrozzerie modellate dai battilastra. Un automobilismo fuori dal tempo e irripetibile. Per dirla con le parole del solito amico, “altri tempi, altre macchine”…