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Autodromo di Casale, il circuito dimenticato di Morano Po

Sulle rive del Po esiste ancora la vecchia pista

E’ il circuito di Morano Po, più conosciuto come Autodromo di Casale Monferrato. Costruito nei primi anni Settanta, ai giorni nostri è un nastro di asfalto abbandonato che vive solo nei ricordi degli appassionati. Ma come è possibile che un circuito automobilistico possa sprofondare in un simile oblio?

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La storia dell’Autodromo di Casale inizia nel 1973, quando la pista viene collaudata dal pilota di Formula 1 Arturio Merzario al volante della Ferrari 312 B2. Il circuito ha una lunghezza di circa 2,5 Km e il comasco fissa il record in 1’01″1. Lo stesso giorno vengono organizzate alcune gare di contorno, a conferma dell’entusiasmo verso il nuovo tracciato. In quella riservata alle Formula 3 vince Claudio Francisci, mentre Alberto Colombo segna il giro più veloce.
Dal 1973 fino al ’76 le monoposto di Formula 3 torneranno di frequente a Casale, dove si disputeranno diverse corse del combattutissimo Campionato Italiano. Anche il Giro d’Italia Automobilistico fa tappa a Morano Po (edizioni 1973 e ’74), seguito dall’Interserie e dal Challenge Ford Escort Mexico.

Negli anni Settanta l’automobilismo vive ancora il suo momento d’oro e le corse richiamano un pubblico numeroso. Non scordiamoci infatti che la copertura televisiva è molto limitata, pertanto l’unico modo di seguire le gare è frequentare i circuiti.
Con questi presupposti il futuro del tracciato piemontese sembra radioso e si pensa già ad ampliare la pista. Tra il 1973 e il ’76 si susseguono ben tre progetti (descritti sul sito di Guido De Carli, che ospita anche alcune immagini del circuito) con l’intento di allungare la pista fino a un totale di circa 4 Km. Nessuno di essi troverà compimento, perché attorno al 1975 l’Autodromo di Casale incontra i primi ostacoli. A quanto sembra il rumore delle macchine da corsa dà fastidio ad alcuni comuni limitrofi e già nel 1976 l’attività sportiva viene notevolmente ridotta. L’anno successivo l’impianto è praticamente inattivo e una parte del tracciato viene arata (sic) da una ruspa che lo rende inagibile.
Nel 1980 la pista viene nuovamente asfaltata in previsione di una riapertura che non avverrà mai. E’ il primo di alcuni tentativi di rimettere in funzione l’autodromo, che rimarranno tutti senza seguito.

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Autodromo di Casale – Mappa

Eppure il vecchio circuito di Casale non è del tutto dimenticato. Basta una veloce ricerca sul web per trovare discussioni ad esso dedicate sui forum e sui principali social network, a conferma che il ricordo della pista è ancora vivo.
Perché non si pensa ad una sua ristrutturazione? Fatto salvo l’inevitabile degrado dovuto al tempo, l’autodromo è rimasto pressoché identico a come era negli anni ’70, quasi un’istantanea che ci riporta indietro di 40 anni. Dalle foto reperibili in rete nulla sembra cambiato da allora: i box, la torre dei cronometristi e ovviamente il tracciato. Con un po’ di immaginazione potrebbe diventare la location ideale per una Goodwood italiana!
Forse, con l’interessamento e il supporto di qualche ente o costruttore automobilistico, l’Autodromo di Casale Monferrato potrebbe essere riportato in piena efficenza e di nuovo utilizzato. Al di là delle competizioni, ipotizziamo anche sessioni di prove (ad esempio per case costruttrici o riviste di motori), corsi di guida, raduni ed eventi di settore.
Il nostro è solo un sogno da appassionati che probabilmente non prende in esame tutte le problematiche connesse a una ipotetica riapertura della pista. Tuttavia sarebbe bello se qualcuno potesse davvero prendersi a cuore la rinascita di un circuito che, seppure per una breve stagione, ha lasciato una traccia nella storia automobilistica del nostro Paese.

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2 pensieri su “Autodromo di Casale, il circuito dimenticato di Morano Po

  1. AvatarFrancesco Bianchi

    Ho corso nel 1973 con una Guazzoni 50cc il campionato Italiano Juniores, arrivando secondo, bei ricordi, ho ancora la coppa a casa, allora avevo 19anni. sono del 1954.
    Bianchi Francesco provincia Milano

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    1. Avatarclaudio

      Francesco ciao! siamo coetanei e accomunati dai ricordi: a me è toccato in sorte un Guazzoni Mattacross 50, giallo. che spettacolo!! la valvola rotante, la marmitta a sogliola nera, i ceriani…
      si alesava un giorno si e l’altro anche fino alla cilindrata di cc60: era diventato un missile che lasciava i gilera 98. sempre in compagnia dei corsarini, dei mondial..
      un saluto

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