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Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2016

Il terzo weekend di maggio era una data che avevo da tempo messo in agenda: come da tradizione è in questo fine settimana che ha luogo il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. Dopo la bella esperienza della passata edizione sono tornato nuovamente sulle rive del Lago di Como per visitare questo evento imperdibile. Il Concorso è stato ovviamente all’altezza delle aspettative e si è confermato come uno degli appuntamenti clou per chiunque sia appassionato di auto d’epoca.

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Come da tradizione la giornata aperta al pubblico si svolge nei giardini di Villa Erba, che si dimostrano la cornice ideale per questo tipo di evento. Quello che mi colpisce -prima ancora delle automobili- è la compostezza dei visitatori, che vogliono in primo luogo godersi la bella giornata e ammirare auto che difficilmente potranno incontrare da altre parti. Non servono barriere né recinzioni, perché tutti mostrano grande rispetto per questi capolavori del passato e per il magnifico contesto che li ospita. Il pubblico è quanto di più eterogeneo ci si possa immaginare, ma con un denominatore comune che mette tutti d’accordo: l’amore per le automobili del passato. Una precisazione per chi visita il Concorso per la prima volta: il livello di restauro che troverete a Villa d’Este è quanto di più vicino alla perfezione si possa immaginare. Auto belle così non le vedrete da nessun’altra parte, fidatevi.
La prima tappa della visita è il padiglione coperto, che quest’anno ospita una mostra tematica organizzata da BMW. Niente più art-car, ma una selezione di modelli-icona (2002 Turbo, 3.0 CSL, M1, Mini Cooper S…) affiancati dalle loro reinterpretazioni in chiave moderna. Molto curato l’allestimento e carina l’idea di continuità con il passato, una tematica oggi cara a numerose case automobilistiche.
A differenza del 2015 non si è svolta nessuna asta di auto d’epoca, suppongo per la vicinanza con quelle organizzate lo scorso weekend a Monaco. Pertanto lo spazio che l’anno passato era riservato alle vetture in vendita è stato utilizzato per esporre una selezione di BMW Youngtimer. Non mancano modelli interessanti, ma secondo me restano auto troppo moderne per avere attinenza con un evento così classico come Villa d’Este.

Mi sposto nella zona dei giardini a ridosso del lago e lì trovo le prime auto iscritte al Concorso. La mia percezione è che negli ultimi anni l’età media delle vetture si sia abbassata. Un bene, a mio avviso, perché i modelli anteguerra delle classi A e B – per quanto storicamente importanti- entusiasmano meno delle auto più recenti. In ogni caso è stato proprio un modello della categoria B, la Lancia Astura Serie II Castagna (1933), ad aggiudicarsi il premio Coppa d’Oro. Le automobili costruite a partire dagli anni Cinquanta -più vicine ai canoni degli appassionati odierni- costituiscono oggi la maggioranza delle vetture in gara. Come di consueto sono suddivise in categorie legate a varie tematiche e, ça va sans dire, sono una più bella dell’altra.
I modelli della classe C sono in tiratura limitata, prevalentemente grosse coupé fuoriserie. Non sono in cima alle mie preferenze, ma in mezzo a queste auto mastodontiche spiccano una rara Facel Vega II e una Bentley carrozzata Pininfarina con parecchie “citazioni” stilistiche.
La classe D è la prima ad attirare realmente la mia attenzione. Da buon alfista vedo subito la Giulietta SZ Coda Tronca di un noto collezionista italiano, presentata in un curioso stato di semi-restauro (la vettura, divisa idealmente in senso longitudinale, è stata lasciata per metà così come è stata ritrovata). Nella stessa categoria anche la Moretti 850 Sportiva, una berlinetta che sembra prefigurare la Fiat Dino Spider. Oltre ad essere molto graziosa, la piccola Moretti 850 ha il merito di avere sdoganato la partecipazione delle vetture di derivazione utilitaria. E’ un fatto che reputo significativo e forse potrebbe influenzare la selezione delle auto per gli anni futuri. Per la cronaca è stata proprio una vettura della classe D ad aggiudicarsi il premio Best in Show, la Maserati A6 GCS del 1954 con carrozzeria Pininfarina.

Nella categoria E ci sono solo auto da corsa, molto apprezzate dal pubblico che fa a gara per fotografarle nei dettagli. Io non sono un amante del conservato a tutti i costi ma ho dovuto ricredermi di fronte alla barchetta Maserati 200 SI che mostra orgogliosamente tutti i segni del tempo. Bellissima la Fiat 8V Zagato (il cui equilibrio formale sarebbe d’esempio per tante auto odierne…) e l’Abarth Simca 1300 con il classico motore bialbero “fuoribordo”.
Sempre vincente il connubio automobile-cinema, ben rappresentato dalla classe F. Due nomi su tutti: la Ferrari 275 GTB/4 di Steve McQueen fresca di restauro e la Ferrari 330 GTC di Marcello Mastroianni, con tanto di foto dell’attore esibita orgogliosamente sul cruscotto. Le granturismo della categoria G sono in prevalenza più eleganti che sportive in senso stretto, con qualche eccezione. La Bizzarrini 1900 GT Europa ad esempio, prodotta in pochissimi esemplari prima della chiusura del marchio di Livorno, e la muscolosa Aston Martin DB4 GT Zagato. Quest’ultima mostra tutti gli stilemi del carrozziere milanese, molti dei quali già visti sulle Lancia Flaminia e Appia Sport Zagato di qualche anno precedenti. A giudicare dai commenti del pubblico mi è sembrata tra le auto più ammirate in assoluto.

L’eccesso stilistico è il tema della classe H, letteralmente dominata da una Lamborghini Miura SV 400 appena restaurata dalla casa madre (vincitrice del Trofeo BMW Italia). Tra le altre vetture presenti la Countach appartenuta al patron del Team Wolf F1, una Aston Martin Vantage Zagato e la Ferrari Testarossa Spider in esemplare unico che fu dell’Avvocato Agnelli.
Più normali ma altrettanto fascinose le auto da rally della categoria I. Seppur costruite per gli sterrati delle prove speciali, non sfigurano nemmeno sul prato all’inglese di Villa Erba. Le mie preferite? La Porsche 911 del 1964 (questo esemplare nasce addirittura come 901, primissima denominazione del modello) e l’Alpine Renault A110 in livrea ufficiale 1973.
Come l’anno scorso ho volutamente tralasciato le concept-car. Non per snobismo, ma semplicemente perché sono automobili che non riescono ad emozionarmi. Saranno anche il top della tecnologia attuale, ma per me non reggono il confronto con la storia a quattro ruote che si può ammirare a pochi metri di distanza, I’m sorry.

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Maserati A6 GCS – Best in Show 2016

Poco dopo le cinque decido di rientrare, soddisfatto per avere passato una giornata splendida. L’impressione è quella di un evento perfettamente riuscito: nonostante la concomitanza con la Mille Miglia l’afflusso dei visitatori mi è sembrato ottimo, come si poteva dedurre dalle auto che riempivano le strade di Cernobbio. Il posteggio -e solo questo- è stato l’unico piccolo neo della kermesse lariana. Ho dovuto girovagare un bel po’ prima di poter accedere al parcheggio a pagamento di Villa Erba, quasi al completo. Capitolo costi: il biglietto d’ingresso (15 €) e il prezzo per uno spuntino sono assolutamente accettabili, a maggiore ragione se ci si ricorda dello splendido luogo in cui ci si trova. Da non perdere nemmeno il catalogo, un volume rilegato e molto curato nei particolari.
Se non siete mai stati al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este il mio consiglio è di mettere già un appunto sul calendario 2017. Le auto che vedrete sono tra le migliori che possiate immaginare e -come se non bastasse- passerete qualche ora sulle rive di un lago tra i più belli al mondo. Ci vediamo l’anno prossimo!

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