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Ecco perché il mercato delle storiche potrebbe implodere

Periodicamente scrivo qualche articolo sull’andamento del mercato delle vetture d’epoca. Se leggete il blog saprete che io sono convinto che i prezzi attuali siano frutto di una grossa speculazione e non riflettano assolutamente i valori delle automobili. La sensazione è che qualcuno “spari alto” per influenzare le quotazioni di un marchio piuttosto che di un altro, senza che le cifre rispecchino il valore intrinseco delle vetture. Più passa il tempo e più si rafforza in me l’idea che il mercato delle storiche possa ridimensionarsi nel medio/breve termine. Qui di seguito provo a spiegarvi le mie ragioni, punto per punto:

  1. Partiamo dalla considerazione più semplice, quasi ovvia. I prezzi attuali sono oggettivamente fuori da ogni logica e credo che chiunque abbia un minimo di raziocinio se ne renda conto. Personalmente non conosco nessuno disposto a spendere -giusto per dirne una- quasi 40mila euro per un’Alfa Romeo Giulia 1.600. Bella finché si vuole, meno comune di una semplice 1.300 ma pur sempre una Giulia. Cioè una berlina di larga diffusione prodotta in oltre mezzo milione di esemplari, non certo una rarità. A mio avviso buona parte dei prezzi attuali  dei modelli che “tirano” sono pressoché triplicati rispetto alle quotazioni corrette. Ho esagerato? Forse, ma non so davvero chi sia disposto a sborsare certe cifre, anche perché dubito che tutte le macchine vengano vendute a ricchi collezionisti stranieri.

  2. Siamo di fronte a un assurdo effetto volano che sta interessando qualsiasi cosa abbia quattro ruote e un po’ di anni sulle spalle. In buona sostanza l’incremento di valutazione dei modelli realmente di pregio ha condizionato i prezzi di qualsiasi vettura, comprese le berline più banali o le utilitarie “plasticose” degli anni ’80, per non parlare delle cosiddette youngtimer, vere o presunte che siano. Sono in molti ad essere convinti di possedere un tesoro, quando invece si tratta di automobili di limitato valore, sia dal punto di vista collezionistico che da quello meramente commerciale. Prima o poi se ne dovranno rendere conto e finiremo di vedere rottami messi in vendita a cifre salatissime.

  3. Il mercato mi sembra da tempo in fase di stallo. Basterebbe periodicamente farsi un giretto sui portali di annunci più popolari per rendersi conto di quante vetture siano in vendita da tempo immemorabile senza mai trovare un compratore. Col paradosso dei prezzi che, anziché scendere per invogliare all’acquisto, vengono persino aumentati! Forse un privato, ipotizziamo disposto a tenersi l’auto ad oltranza, potrebbe anche tenere duro in attesa di trovare chi accetti la sua richiesta economica. Ma un professionista -che vende auto per mestiere e deve sostenere anche dei costi fissi- per quanto ancora potrà tenersi in carico le stesse vetture invendute?

  4. Il settore delle auto d’epoca ha visto l’ingresso di numerose persone non autenticamente appassionate, ma semplicemente attratte dalla moda del vintage o dal desiderio di realizzare l’affare della vita. I media, in special modo alcuni format televisivi, hanno fatto passare l’idea che sia possibile comperare una vecchia auto per poche lire, darle una bella lucidata e rivenderla a prezzo moltiplicato volte. La realtà però è un’altra cosa, e chi ha un minimo di cognizione di causa sa bene che i restauri spesso si affrontano in perdita, per il puro piacere di rimettere in sesto la macchina dei propri sogni. Quando se ne renderanno conto, gli “ultimi arrivati” potrebbero abbandonare il sogno di arricchirsi…

  5. Cosa succederà quando gli acquirenti di oggi -cioè quelli che hanno comperato a peso d’oro- si accorgeranno che il loro giocattolo d’epoca ha anche bisogno di cure? Mi riferisco alla manutenzione, o magari al reperimento di ricambi specifici che potrebbero rivelarsi molto rari/cari. Alcuni modelli, per anni rimasti al palo anche a causa di meccaniche troppo complesse o cagionevoli (Alfa Romeo Montreal e Fiat Dino 2000 su tutte), sono ora posti in vendita a prezzi raddoppiati, se non triplicati. I loro storici difetti saranno forse scomparsi miracolosamente? Cosa succederà quando si dovrà riparare una iniezione Spica o una accensione Dinoplex? Rifletteteci, perché queste auto potrebbero tornare presto sul mercato.

  6. Ho sentito dire che alcune vetture in vendita potrebbero esserlo solo apparentemente, senza un reale interesse ad alienarle. Uno strano escamotage, messo in atto da certi proprietari per tenere alto il valore economico del proprio bene, che ha la conseguenza di alzare in continuazione l’asticella. Chiunque vorrà vendere un’auto simile -per davvero, questa volta- si sentirà legittimato a chiedere almeno la stessa cifra, contribuendo a viziare le valutazioni. La domanda da porsi è quanto possa durare ancora un mercato così artefatto ma, con buona probabilità, povero di compravendite reali. Per me, non troppo.

  7. All’incremento di interesse verso la compravendita di vetture d’epoca non è corrisposto un pari incremento di cultura automobilistica. Molti comprano perché “fa figo”, senza avere minimamente idea di come sia fatta un’auto d’epoca, dei limiti che ha al confronto di una vettura moderna e delle attenzioni che richiede. A mio avviso, una volta esaurito l’entusiasmo iniziale, in tanti si stancheranno e finiranno per rimettere in vendita le proprie vetture. Difficilmente -credo- riusciranno a recuperare la stessa cifra spesa per l’acquisto, col risultato di immettere sul mercato numerose vetture a prezzi inferiori a quelli pagati soltanto poco tempo prima.

  8. La storia ci insegna che dopo un periodo di “bolla” speculativa potrebbe esserci un calo di interesse verso le automobili oggetto di speculazione. Il caso più eclatante è certamente quello a cui andarono incontro le super sportive e le instant classic prodotte a fine anni ’80, quando in breve tempo si passò da un eccesso all’altro. Se prima c’era addirittura chi rivendeva la propria prenotazione a prezzo maggiorato, tanta era la richiesta di certi modelli esclusivi, subito dopo le stesse vetture cominciarono a non trovare più acquirenti e i prezzi, inevitabilmente, crollarono. Non saprei dire se ci troviamo di fronte a un caso simile, ma secondo me uno sguardo al passato varrebbe la pena di darlo…

Al solito si tratta solo del mio pensiero personale e potrei essere tranquillamente smentito dai fatti. Voi invece che ne pensate? Potete darmi la vostra opinione utilizzando il modulo dei commenti che trovate qui sotto!

Immagini: Autoprova.net

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6 pensieri su “Ecco perché il mercato delle storiche potrebbe implodere

  1. Luigi

    Condivido in pieno il suo punto di vista.Anche io, da tempo, vedo nei siti di annunci , auto ripetutamente rimesse in vendita.E’ pure vero che molti modelli interessanti vengono vendute e sono sicuro che non si abbasseranno mai di prezzo, molte non troveranno mai un acquirente a causa ,come diceva,del lievitato prezzo.Ho notato,non so se è una mia impressione ,che le prestigiose ,nostrane, Alfa Romeo sono molto gradite al pubblico 🙂

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    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Gentile Luigi, grazie per avere dato il suo parere. Io sono dell’idea che il mercato delle auto d’epoca sia da tempo oggetto di speculazione (la famosa “bolla” speculativa che spesso si sente nominare) ma ritengo che prima o poi i prezzi torneranno a valori più realistici. Lasciando parte le auto di altissimo livello (es. quelle proposte nelle aste internazionali), credo che molti modelli di fascia media siano proposti a cifre esagerate: come ha rilevato anche lei, tanti annunci sono online da tempo senza che le vetture trovino un acquirente. Per quanto concerne le Alfa Romeo confermo le sue impressioni: sono tra quelle più interessate dall’aumento dei prezzi insieme alle Porsche, almeno sul nostro mercato. Le richieste economiche sono elevate, anche se penso che siano poche quelle effettivamente vendute a quei prezzi altissimi.

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  2. diego artese

    salve rispondo anch’io a questo ottimo articolo inserendo delle mie impressioni personali . sono un amante delle vetture d’epoca da sempre in quanto sin dal”eta’di 14 anni (ne ho 60)ho sempre frequentato piloti circuiti e gare varie nel mio territorio quindi quelle che erano attualissime negli anni 60/70 pian piano le ho viste diventare d’epoca.per quanto riguarda il mercato (sono anche collezionista sopratutto alfa romeo) negli ultimi anni essendo sempre alla ricerca di vetture che abbiano un minimo di blasone vedo sempre piu’ vetture che nulla o quasi hanno a che fare col collezionismo diventare quasi un mito e moltissimi hanno speso somme per accaparrarsi vetture di grande produzione come se trattassero prototipi ed esemplari unici.il collezionismo e’ fatto di ricerca e conoscenza storia sopratutto una fiat 850 berlina o una spiderina fiat o alfa che sia di grandi numeri non dovrebbe mai essere acquistata da similcompetenti come affare del secolo pensando che rivendendolo tra pochi mesi possano raddoppiare quanto speso questa gente ha inquinato il mercato facendolo solo per mero tentativo di guadagno senza capire nulla di restauro e manutenzione.spero in una brusca sterzata verso il basso e dell’allontanamento di questi affaristi da questo settore anche se con le recenti leggi antiinquinamento e blocco delle storiche vado nuvoloni neri all’orizzonte

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    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Ciao Diego, grazie innanzitutto per l’apprezzamento verso l’articolo. Per quanto riguarda il mercato credo anche io che in questo momento ci sia la tendenza a sopravvalutare qualsiasi automobile con un po’ di anni sulle spalle, senza distinguere quelle che realmente hanno una valenza storico-collezionistica. Questo secondo me è anche il risultato di una mancanza di preparazione e cultura automobilistica, dato che mi pare che ormai sia preponderante l’aspetto economico. Il tentativo di guadagnare a tutti i costi -anche seguendo il modello lanciato da certi media e programmi TV- ha viziato il mercato, e allo stato attuale ritengo che le quotazioni dei modelli d’epoca non siano attendibili. Parlando del futuro, credo anche io che sia da tenere in conto l’aspetto legato alle nuove norme sull’inquinamento ed alle eventuali limitazioni alla circolazione che potrebbero forse condizionare anche il mercato, soprattutto nel caso le vetture d’epoca dovessero risultare meno utilizzabili di prima da parte degli appassionati.

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  3. Giorgio Gilli

    Anch’io ritengo che il mercato dell’auto d’epoca sia da tempo oggetto di una speculazione selvaggia e senza senso, che contribuirà presto al ridimensionamento delle richieste oggi fuori da ogni logica. Secondo me sono soprattutto i commercianti del settore che vogliono fare gli ultimi “affari” prima che la pacchia finisca.
    Si veda ad esempio una Giulietta Spider 1600 di un noto operatore il cui prezzo passa di colpo da 75.000 a 85.000 euro. o certi altri modelli (es. A.R. Junior Zagatro 1600) a 98.000 euro, cifre che non hanno alcuna possibilità di essere acquisite e infatti i modelli restano invenduti per anni. Se a cioò si aggiungono le cosiderazioi ambientaliste e l’avvento dell’elettrico, credo che nel giro di poco tempo le cose cambieranno.
    Per inciso possiedo una Giuietta Ti omologata ASI acquistata da un privato a un prezzo pari alla metà della valutazione di Ruoteclassiche. Cordiali saluti.

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    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Ciao Giorgio, grazie per il tuo commento. Se hai letto i miei articoli saprai che anche io sono da tempo convinto che il mercato dell’auto d’epoca sia condizionato da una speculazione (la famosa “bolla” di cui spesso di parla) che spero possa ridimensionarsi prima o poi. Anche perché se i prezzi in qualche modo tornassero ad essere ragionevoli, le vetture sarebbero di nuovo alla portata degli appassionati e non solo oggetto di presunti investimenti e speculazioni come tante volte avviene in questo periodo. Ovviamente il punto di vista degli appassionati o dei collezionisti è differente da quello di alcuni commercianti d’auto, che puntano a massimizzare il profitto e talvolta propongono prezzi che a mio avviso sono fuori dal mondo e non fanno altro che alimentare il “gioco al rialzo” al quale assistiamo già da qualche anno. Anche le considerazioni sul piano ambientalista/ecologico potrebbero essere un fattore di cui tenere conto in futuro e forse potrebbero addirittura incidere anche sulle quotazioni delle vetture. Sono solo ipotesi però, è impossibile dirlo con certezza…

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