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Giancarlo Baghetti: primo al debutto

La sua vittoria all’esordio è un record imbattuto

La vittoria in Formula 1 è un privilegio per pochi, spesso conseguita dopo anni di gavetta nelle squadre di secondo piano. Giancarlo Baghetti rappresenta l’eccezione che conferma la regola, il debuttante che esordisce nientemeno che con una Ferrari. Di famiglia benestante, Baghetti nasce a Milano nel 1934 e inizia a correre con l’Alfa Romeo 1900 del padre. Dopo avere corso per Abarth debutta in Formula Junior nel 1960 con una Dagrada-Lancia. Ottiene alcune vittorie e viene notato dalla FISA, un’associazione di scuderie automobilistiche che si prefigge di aiutare i talenti emergenti del panorama italiano. Grazie ad essa partecipa ad alcune gare con le sport Ferrari, arrivando secondo a Sebring e quinto al Nurburgring. Nello stesso anno gli viene affidata una Ferrari F1 gestita dalla Scuderia Sant’Ambroeus, con la quale disputa i GP non titolati di Siracusa e Napoli. Li vince entrambi, mettendosi dietro gente come Jack Brabham, Jim Clark, Graham Hill e Lorenzo Bandini.

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Giancarlo Baghetti – Ferrari 156

Nel 1961 arriva la grande occasione: Giancarlo Baghetti prende parte al GP di Francia, valido per il Mondiale F1, al volante di una Ferrari 156 della FISA/Sant’Ambroeus. Si corre a Reims e Baghetti, partito dodicesimo in griglia, vince all’esordio superando Dan Gurney all’ultima curva. E’ il primo e finora unico gran premio vinto da un debuttante e a molti sembra l’inizio di una grande carriera. Gli avvenimenti successivi però prendono una piega inaspettata. Baghetti è di nuovo al via dei GP di Inghilterra e Italia, ma si ritira in entrambe le occasioni. L’unica soddisfazione è il giro più veloce a Monza, nella tragica gara della scomparsa di Von Trips. Anni dopo, in una intervista al Corriere della Sera, Baghetti ricorderà di avere evitato fortunosamente la monoposto del pilota tedesco, ormai fuori controllo.
Passato alla Scuderia Ferrari, nel 1962 disputa quattro GP ottenendo un quarto e un quinto posto (GP Olanda e GP Italia) e due ritiri. Corre anche con le sport, piazzandosi secondo alla Targa Florio in coppia con Bandini.
L’anno 1963 è lo spartiacque della sua carriera. Quando alcuni dirigenti lasciano polemicamente Maranello, Giancarlo Baghetti sceglie di passare alla nuova scuderia ATS insieme a Phil Hill. I risultati però non arrivano: in cinque GP colleziona quattro ritiri e un quindicesimo posto.
Chiusa la parentesi ATS, nel 1964 Baghetti passa alla Scuderia Centro Sud. Corre sette GP con una BRM, sfiorando la zona punti in diverse occasioni. Partecipa alla Targa Florio ritirandosi, ma coglie una bella vittoria alla 4 Ore di Monza con l’Alfa Romeo Giulia TI Super.

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Giancarlo Baghetti

Da qui in avanti la sua attività sportiva si concentra sulle ruote coperte, gareggiando con Alfa Romeo, Abarth, Ferrari e Lancia. Centra qualche bel risultato (nel 1966 è primo di classe alla 4 Ore di Monza e ancora secondo assoluto alla Targa Florio), ma è niente in confronto a quella che avrebbe potuto essere la sua carriera nella massima serie. Giancarlo Baghetti partecipa ad altre tre edizioni del GP d’Italia (1965, ’66, ’67), sempre al volante di macchine poco competitive che non gli permettono di emergere.
Il suo ultimo anno di attività è il 1968, quando corre prevalentemente per l’Autodelta. Disputa con una Ferrari Formula 2 il GP Lotteria di Monza e proprio in questa occasione decide di ritirarsi. Alla Parabolica rischia di essere travolto da una vettura avversaria, quasi come in un drammatico deja-vù di quanto vissuto al GP d’Italia 1961. Giancarlo dice basta: riportata la sua Dino 166 ai box appende definitivamente il casco al chiodo. Con la sua rinuncia il mondo delle corse perde un grande talento rimasto forse inespresso e un vero gentleman delle corse, tanto elegante quanto veloce alla guida. Negli anni a venire Giancarlo Baghetti si dedica alla fotografia e all’attività di giornalista, diventando direttore del periodico Auto Oggi. Scompare per malattia nel 1995, a soli 60 anni.

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