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I risultati dell’asta RM Sotheby’s di Villa Erba

Come vi avevo anticipato nel post dedicato al Concorso d’eleganza di Villa d’Este, vorrei dare un’occhiata in dettaglio ai risultati dell’asta RM Sotheby’s di Villa Erba svoltasi il 27 di maggio. La vendita includeva poco meno di 70 lotti, comprese le motociclette e un bellissimo motoscafo Riva, ma ovviamente mi concentrerò soltanto sulle auto d’epoca presenti in catalogo.

La prima cosa di cui vorrei parlarvi è la clamorosa aggiudicazione del lotto 133, cioè la Porsche 911 3.8 RSR. Questa vettura, già di per sé rara e ricercata, è stata venduta alla cifra record di 2.016.000 €. La sua prerogativa principale era di essere praticamente nuova, con soli 10 Km segnati dallo strumento e ancora la cera protettiva sulla carrozzeria. Non so se di fronte a una vettura in simili condizioni si possa parlare di barnfind, ma di certo è un caso molto particolare di collezionismo. Dato che il prezzo straordinario è determinato dalle sue condizioni, cosa farà il nuovo proprietario? La utilizzerà -come sarebbe naturale fare per qualsiasi automobile- o la conserverà in questo stato per non sminuirne il valore? E’ un interrogativo curioso, soprattutto parlando di un oggetto che nasce per essere guidato…

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Mercedes-Benz 680 S Torpedo Sport

L’altra grande attesa era la Mercedes-Benz 680 Torpedo Sport Avant-Gard del 1928 (lotto 144), stimata dalla casa d’aste tra 6.5 e 8 milioni di Euro (si, avete letto bene!). Quella che doveva essere la regina dell’evento è rimasta senza un compratore nonostante l’indubbio pregio. Questo mancato risultato è stato ampiamente compensato dalle altre 8 vetture aggiudicate per cifre a sei zeri: tra di esse compaiono modelli anteguerra (Bugatti, Talbot-Lago), auto più recenti come le bellissime Ferrari 250 GTL e 275 GTS, supersportive anni ’90 (Ferrari F40 e la già citata Porsche RSR) fino alla Porsche 918 dei giorni nostri.

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Jaguar E-Type Roadster Series I

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Alfa Romeo Giulia Sprint GTA RHD

Tra le “sorprese” sicuramente la Jaguar E-Type Roadster Serie I (lotto 130), che grazie forse ai suoi trascorsi agonistici ha spuntato una cifra quasi raddoppiata rispetto alle aspettative: 582.400 € a fronte di una stima iniziale di 250-350.000 €. E’ stata invece una conferma quella della Alfa Romeo Giulia Sprint GTA (lotto 127), che si è assestata su una cifra di 252.000 € dimostrandosi tra le auto più ricercate tra quelle del Biscione. Resta però abbastanza lontana dalla quotazione record di 336.000 € dell’esemplare venduto all’asta Duemila Ruote di fine 2016.
Molto apprezzate anche le rare Aston Martin Zagato, che nonostante il loro design ardito non hanno faticato a trovare degli acquirenti. Una menzione particolare infine per la stupenda Ferrari 330 GTC del 1966 nella particolarissima livrea Nocciola Metallizato con interni in tinta (lotto 135), aggiudicata per 604.800 €.

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Ferrari 330 GTC Pininfarina

Parlando di auto invendute spicca a mio avviso la bellissima Dino 206 GT (lotto 137), che pur essendo la variante più rara -151 esemplari costruiti- non ha trovato un compratore nonostante sia da tempo al centro di una grande (eccessiva?) rivalutazione. Quella in asta vantava tra gli ex-proprietari il famoso tenore Mario Del Monaco, ma evidentemente non è servito.
Peccato poi per la Maserati Ghibli Spider (lotto 154), proposta in una livrea total black che -per quanto autentica- smorzava un po’ l’impatto estetico dell’eccezionale design firmato Ghia. Anche la Porsche Speedster del 1989 (lotto 122) è restata invenduta: una sorte curiosa per un modello che è al centro delle attenzioni dei collezionisti praticamente dal primo giorno in cui è stato commercializzato. Si dice che già da nuova venisse scambiata tra gli appassionati a prezzi superiori al listino…

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Dino 206 GT Pininfarina

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Porsche 911 Speedster

Concludo con qualche considerazione a carattere generale sull’asta. Inizio dicendovi che, stando ai risultati pubblicati sul sito di RM Sotheby’s, 16 delle 45 vetture in catalogo non hanno trovato un acquirente: si tratta di una percentuale di invenduto pari a circa il 35%.
L’altra osservazione interessante è che l’elenco di vetture includeva 19 auto che io considero già “moderne”, cioè quelle prodotte a partire dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri. Di questi modelli recenti ben 11 non sono stati aggiudicati, con un invenduto attorno al 42%.
Appare quindi abbastanza evidente come le preferenze dei collezionisti restino orientate verso i modelli più classici e le cosiddette youngtimer -anche se di alto lignaggio- non riescano a destare lo stesso interesse delle auto più vecchie.
Infine, leggendo le descrizioni dei lotti, mi sono reso conto che in diversi casi gli abbinamenti cromatici non originali non hanno frenato le offerte, così come la presenza di motori sostituiti o vere e proprie ricostruzioni di componenti anche importanti dell’auto. Evidentemente il grande pregio di certe vetture rende secondari questi dettagli e i prezzi di aggiudicazione sono lì a dimostrarlo.

Immagini: RM Sotheby’s

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2 pensieri su “I risultati dell’asta RM Sotheby’s di Villa Erba

    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Ciao Bob, in effetti vista dal vero nel padiglione di RM Sotheby’s la Ferrari 330 GTC era meravigliosa, merito anche del colore molto particolare. C’era anche esposta una 365 GTC gialla ma non era così bella… anche perché non era nelle stesse eccezionali condizioni della 330.

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