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Le Alfa Romeo in asta a Goodwood (GB)

Continuo quella che ormai sta diventando una consuetudine, ovvero il monitoraggio delle aggiudicazioni ottenute dalle Alfa Romeo d’epoca proposte dalle più note case d’asta internazionali. Questa volta è il turno della vendita organizzata da Bonhams in occasione del Goodwood Festival of Speed, svoltasi il 24 giugno 2016. Vediamo come sono andate le vetture milanesi, senza tralasciare una panoramica più ampia sull’andamento dell’asta.

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Inizio col dire che le vetture Alfa Romeo presenti in catalogo sono andate tutte vendute, tuttavia i prezzi di aggiudicazione sono stati inferiori alle stime minime. Forse è proprio la “forchetta” minimo-massimo ad essere un po’ troppo ottimistica, dato che -numeri alla mano- è da qualche tempo che alcuni modelli interessanti si vendono a cifre prossime o persino inferiori al valore più basso, come già evidenziato nell’ultimo post che avevo dedicato a questa tematica. Ma andiamo con ordine, prendendo in esame una per una le vetture messe all’incanto.

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Alfa Romeo SZ ES30 – lotto 214

La prima (lotto n. 214) è una Alfa Romeo SZ ES30 del 1991, una instant-classic prodotta in circa 1.000 esemplari a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Dopo essere stata relativamente trascurata dai collezionisti, inizia a beneficiare anch’essa dell’apprezzamento sempre crescente per le creazioni di Zagato. A fronte di una stima compresa tra 76.000 e 89.000 €, la SZ proposta da Bonhams è stata aggiudicata per 71.263 € comprensivi di diritti d’asta. Una bella somma in valore assoluto, soprattutto considerando che la valutazione attribuita da Ruoteclassiche a questo modello si ferma a 40.000 €. Ciò nonostante, non posso fare a meno di notare che il prezzo di vendita è comunque inferiore alla valutazione minima fornita dalla casa d’aste.

Il secondo lotto (n. 225) era forse quello più atteso dagli appassionati. Si tratta infatti di una Alfa Romeo Giulia Sprint GTA 1600 del 1965 in versione guida a destra. Consegnata da nuova in Gran Bretagna, è stata portata in gara da diversi piloti britannici come documentato da alcune riviste dell’epoca. Restaurata una prima volta negli anni Novanta, la vettura ha poi beneficiato di nuovi interventi del corso degli anni Duemila fino alla recente preparazione per competere nelle gare riservate alle auto storiche. Proposta a una cifra compresa tra 220.000 e 290.000 €, questa GTA 1600 è stata venduta al prezzo di 208.875 € diritti d’asta inclusi. Anche in questo caso parliamo di una quotazione superiore a quella suggerita da Ruoteclassiche (180.000 €) ma pur sempre inferiore alla stima minima. Forse questo esemplare ha scontato la lunga carriera agonistica, che giocoforza ha comportato la sostituzione negli anni di molti componenti anche rilevanti. Un fatto che oggi -in pieno entusiasmo per i veicoli conservati- potrebbe avere influito sull’aggiudicazione finale.

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Alfa Romeo 2600 SZ – lotto 256

Per finire un modello decisamente inusuale, raro a vedersi persino in occasione delle aste più importanti. Sto parlando della Alfa Romeo 2600 Sprint Zagato del 1965 (lotto n. 256), proposta qui in versione corsa. Prodotta in soli 105 esemplari, è probabilmente la più rara delle fuoriserie su base Alfa Romeo 2600 insieme alla semi-sconosciuta berlina a quattro porte carrozzata OSI. Questo esemplare si presenta in una configurazione non del tutto conforme all’origine: diverso è il colore (rosso invece del grigio metallizzato originale) e soprattutto l’allestimento, che presenta una leggera elaborazione per l’uso sportivo. Stimata tra i 130.000 e i 170.000 €, questa 2600 SZ è stata aggiudicata per 116.688 € comprensivi di diritti d’asta. In questo caso ci troviamo di fronte a un prezzo di vendita che non è solo inferiore alla stima minima, ma persino alla valutazione indicata da Ruoteclassiche (150.000 €). Comprensibile, tutto sommato, dato che gli offerenti potrebbero avere tenuto conto delle spese da sostenere nel caso desiderassero riportare la vettura alla completa originalità.

Esaurite le auto del Biscione, vorrei dedicare un’ultima riflessione all’andamento generale di questa asta. La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la quantità di vetture -anche molto blasonate- che non sono state aggiudicate. Osservando i risultati spiccano alcune prestigiose Ferrari andate invendute (ad esempio la Ferrari 275 GTB lotto 228, la 365 GTB4 Daytona lotto 247 oppure la 512 BB lotto 252), così come diverse Maserati (tra cui la Ghibli 4.9 SS lotto 237) e addirittura modelli che generalmente riscuotono un successo unanime come le Porsche 356 (lotti 258 e 285).

Potrebbe trattarsi di un unicum, un fatto episodico. Oppure -al contrario- essere il segnale di un possibile trend discendente. Voi che ne dite? Potete scrivere il vostro parere nei commenti qui sotto!

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