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Museo Alfa Romeo Fratelli Cozzi

Legnano (MI), 23 ottobre 2015 – Un santuario. Questa è la prima cosa a cui ho pensato quando sono entrato nel nuovo Museo Alfa Romeo Fratelli Cozzi. Un santuario dove ogni alfista passerebbe volentieri un po’ di tempo a contemplare alcune tra le auto più belle della casa milanese, compiendo un autentico viaggio nella storia del marchio. A partire dal 1955 l’autosalone Fratelli Cozzi di Legnano diventa il primo servizio di vendita e assistenza Alfa Romeo per la provincia di Milano, quello che nel gergo di una volta si definiva commissionaria. Nei primi anni Sessanta viene promosso a concessionario ufficiale, rafforzando ulteriormente il legame con la casa madre.

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Nel 2015 Fratelli Cozzi festeggia il sessantesimo anno di attività e ha scelto questa importante ricorrenza per inaugurare il proprio Museo Alfa Romeo, situato in un ampio salone sotterraneo presso la storica sede di Legnano. Per l’occasione è stata creata La 24 ore di Fratelli Cozzi, un weekend non stop interamente dedicato all’Alfa Romeo con ospiti di rilievo che -in mini eventi da 1 ora ciascuno- hanno raccontato la storia del marchio del Biscione. La manifestazione (svoltasi nei giorni 24 e 25 ottobre 2015) era sold out già da tempo ma gli organizzatori hanno lasciato intendere che in futuro ci saranno altre occasioni per visitare la collezione. Io ho avuto l’opportunità di presenziare alla giornata riservata a stampa e istituzioni, potendo così ammirare il Museo Cozzi in anteprima.

Durante la conferenza iniziale apprendo che l’idea di collezionare automobili Alfa Romeo nasce già nei primi anni di attività dell’azienda, quando queste vetture vengono ritirate come semplice usato. Pietro Cozzi sceglie e conserva le auto più meritevoli, dimostrando passione e una lungimiranza fuori dal comune. Nel corso dei decenni la raccolta si amplia, arrivando a comprendere le varie decine di unità che compongono la collezione attuale. Oltre alle vetture il Museo Cozzi custodisce una raccolta di documentazione, oggettistica e materiale pubblicitario dell’epoca, conservata in uno spazio creato ad hoc. Questo prezioso archivio conferisce ulteriore pregio all’iniziativa di Fratelli Cozzi e ne riconferma la grande valenza storico-culturale.

Appena entrato mi imbatto in una austera 6C 2500 in livrea nera, testimonianza dei modelli semi-artigianali d’anteguerra. E’ un’auto piuttosto distante dai canoni del collezionismo attuale ma la sua importanza storica è fuori discussione. L’Alfa Romeo 1900 che incontro poco più in là segna l’inizio della produzione in serie, proseguita con la fortunatissima Giulietta. Qui ce n’è una Giallo Cina, un colore poco comune che le sta benissimo. La lunga serie delle berline include una coppia di rarissime 2000 e 2600 e continua con tutti i modelli degli anni successivi. Qui trovo uno dei pezzi forti della collezione, la magnifica Giulia TI Super. Ai tempi era praticamente una macchina da corsa con la targa e ne sono state realizzate solo 501: questa è l’unica al mondo di colore Grigio Fumo! Il passaggio dagli anni Sessanta ai Settanta è qui rappresentato da 1750 e Alfetta 1.8 “scudo stretto”. Osservandole non posso fare a meno di pensare ai rocamboleschi inseguimenti visti negli innumerevoli film di genere poliziottesco.

Passo sul lato opposto del salone, dove le vetture sono per la maggior parte Alfa Romeo sportive con carrozzeria coupè. Inevitabile iniziare con la Giulietta Sprint, affiancata dalle Giulia Sprint e Sprint Speciale con motorizzazione 1600. La successiva 2600 è per me una delle più belle vetture prodotte dalla casa milanese e questo esemplare bluette non fa che confermare la mia convinzione. Semplicemente magnifica la scelta delle Giulia: una GT 1300 Junior “Scalino” e una 1750 GT Veloce. In buona sostanza sono la base e il vertice della gamma anni Sessanta, oltre ad essere tra le Alfa Romeo più apprezzate in assoluto ai giorni nostri. Montreal e Junior Zagato completano il quadro dei modelli della serie 105 mentre le Alfetta GT e GTV6 rappresentano i modelli con schema transaxle insieme alla SZ ES30. Passo in rassegna con lo sguardo le auto esposte e ne apprezzo in particolar modo la varietà cromatica, con il classico rosso alternato a tinte più particolari come il Verde Pino o l’Azzurro Le Mans.

Il corridoio centrale è la zona del Museo che più mi ha entusiasmato, grazie a un allestimento davvero originale. La verniciatura scura con tanto di linea tratteggiata fa assomigliare il pavimento a un nastro d’asfalto, l’habitat ideale per queste meravigliose auto. In questa area trovano spazio i modelli scoperti come Alfa Romeo 2600 Spyder Touring, Giulia Spider e Duetto. C’è anche una RZ gialla: non so dire se sia bella ma di certo non difetta di personalità! Di tutt’altro genere la AR51 Matta in fondo al gruppo, rustica 4×4 prodotta negli anni Cinquanta divenuta celebre per le notevoli doti fuoristradistiche. Sembra incredibile ma anche sotto il suo cofano batte il bialbero della 1900, opportunamente adattato all’uso gravoso. Ci sono infine le ultime due acquisizioni del Museo Fratelli Cozzi. Una moderna Alfa Romeo 4C e –dulcis in fundo– la GTA 1300 Junior (replica) in allestimento corsa che ha catalizzato l’attenzione di tutti i presenti, incluso il sottoscritto.

Come spiegato da Pietro Cozzi durante la presentazione, questa raccolta di automobili nasce dal desiderio di trasmettere qualcosa, di lasciare una testimonianza della produzione Alfa Romeo a beneficio della collettività. L’ingresso gratuito conferma lo spirito alla base del Museo, assolutamente svincolato dalle logiche commerciali e creato con il solo intento di celebrare la casa del Biscione. L’impressione che ho avuto è quella di un luogo fatto da appassionati per appassionati, dove il denominatore comune è l’amore per il marchio Alfa Romeo.

Personalmente credo che una vista al Museo Fratelli Cozzi sia un must per ogni alfista: in circa un’ora potrete ripercorrere decenni di storia automobilistica, ammirando vetture in larga parte non restaurate ma conservate con cura. La maggior parte di esse è dotata di targhe originali, un dettaglio che di certo ne accresce il valore agli occhi degli appassionati.
Per ulteriori informazioni potete dare un’occhiata al sito ufficiale del Museo dove sono riportate anche le date delle prossime aperture, tenendo presente che di norma le visite sono possibili solo su prenotazione.

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