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Restomod? Ma anche no…

Restomod è un termine che può suonare incomprensibile agli appassionati della prima ora. In particolar modo a quei puristi che quando restaurano la propria storica impazziscono per avere anche i più piccoli dettagli conformi all’originale. Pur non essendo favorevole a questa nuova moda mi sembra interessante discuterne, quantomeno per restare al passo coi tempi. Capiamo meglio di cosa si tratta, partendo innanzitutto dal significato. Restomod è il risultato della fusione tra restoration e modding, ovvero restauro e modifica. In poche parole un tipo di restauro molto libero che non esclude modifiche profonde e spesso anacronistiche.

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Questo trend sembra interessare principalmente Porsche e Alfa Romeo d’epoca, ma non è infrequente vedere anche vetture di altre marche personalizzate secondo questo stile. Se avete letto questo mio vecchio post saprete benissimo che il restomod è quanto di più lontano possa esserci dalla mia idea di restauro. Per me fare queste modifiche equivale a disegnare i baffi alla Gioconda, giusto per fare un esempio tra i più banali. Detto questo, ognuno è giustamente libero di modificare la propria auto come preferisce, infischiandosene del mio parere… Alla base del restomod c’è la volontà di coniugare il look da auto d’epoca con un comportamento su strada da vettura sportiva di oggi. In buona sostanza l’auto storica si riduce ad essere un bel contenitore per una meccanica moderna, possibilmente ad alte prestazioni. Dovendo salvare l’apparenza le modifiche alla carrozzeria sono limitate e si rifanno al mondo delle corse di allora. Codolini ai parafanghi, cerchi a canale rovesciato e campanatura esagerata sono tra le più gettonate. Spesso i colori riprendono quelli del passato, magari replicando famose livree da competizione. Una su tutte, la classica colorazione arancio Jaegermeister scelta da chi decide di modificare la propria BMW Serie 02.

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Alfa Romeo GT restomod

A mio parere è proprio l’idea alla base che non funziona. Rinunciare all’autenticità dell’auto in favore di questo “aggiornamento” equivale secondo me a snaturare la vettura. I carburatori con le loro infinite regolazioni o il cambio un po’ ostico fanno semplicemente parte del gioco, non sono problemi dei quali doversi liberare. Una Giulia con il motore Twin-Spark prelevato da un’Alfa di vent’anni dopo diventa un ibrido senza anima, un’auto che non è più né vecchia né nuova. Ok, è pur sempre un propulsore Alfa Romeo, ma che attinenza può avere con una macchina progettata due decenni prima? Dove va a finire il valore storico? Per la Porsche 911 si assiste anche al fenomeno inverso, decisamene curioso. C’è chi parte da una Carrera 3.2 o da una 964 (i modelli prodotti tra il 1984 e il 1993) e la modifica per conferirle un aspetto retrò. Per sua natura la 911 permette una certa intercambiabilità di parti tra le varie serie che agevola questo genere di personalizzazioni definite backdate. Qualche cromatura, l’immancabile spoiler a coda d’anatra e quattro cerchi Fuchs: la special è servita. Sembra una Porsche degli anni ’70 ma non lo è.

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Porsche 911 restomod

Come già detto in precedenza, una delle ragioni del restomod è la ricerca di prestazioni allineate a quelle delle automobili di oggi. Per quanto possa essere stata brillante ai suoi tempi, una sportiva degli anni Sessanta o Settanta rischia di sfigurare di fronte alla coppia di un qualsiasi turbodiesel odierno. E allora via con lo swap, il trapianto di un motore più potente. Questo genere di modifica -peraltro non ammessa dal nostro Codice della Strada- non fa altro che penalizzare il valore della macchina, almeno a mio parere. Perdendo la configurazione originale la storicità del veicolo va a farsi benedire, ma non solo. Un’auto che ha subito simili modifiche non vi regalerà più l’esperienza di guida per cui ai suoi tempi è stata progettata. Questa a mio avviso è una delle cose più negative, dal momento che si perdono le sensazioni che normalmente si cercano in un’auto d’epoca. Un’auto storica elaborata secondo i dettami del restomod andrà certamente più forte di prima, ma di autentico conserverà la forma e poco altro. Io invece credo davvero che sia meglio preservare i modelli del passato senza stravolgerli inutilmente. Per tutto il resto ci sono le auto di oggi.

Immagini: Car build index; PetroliciousMusclecarszone

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3 pensieri su “Restomod? Ma anche no…

  1. Nikolaos

    Un approccio moderno poco invasivo ma soprattutto reversibile secondo me può avere senso. Installare ad esempio gruppi ottici a led che mantengono lo stile del passato ma hanno prestazioni nettamente superiori delle vecchie lampade alogene non griderei allo scandalo. Poi non tutte le auto vecchie hanno valore storico. Alcune sono semplicemente vecchie.

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