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Ricordando un grande designer: Tom Tjaarda

A un paio di mesi dalla sua scomparsa vorrei ricordare Tom Tjaarda, un designer bravissimo che soltanto nel passato recente aveva raccolto la fama che meritava. Per decenni era stata prassi attribuire le automobili ai grandi carrozzieri, senza menzionare il nome dell’autore materiale del disegno. Così una tale vettura era firmata genericamente Pininfarina, Bertone o Ghia -giusto per citare tre nomi celebri del settore- lasciando nell’ombra l’identità del singolo progettista. Questa diffusa abitudine ha in qualche modo “mimetizzato” per tanto tempo la bravura di Tom Tjaarda, che nell’arco della propria carriera di belle automobili ne ha disegnate più di una.

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Innocenti 950

Credo che anche la sua storia sia interessante da raccontare. Americano di origini olandesi, era sbarcato in Italia a fine anni ’50 proprio per coronare il sogno di lavorare nel mondo del design automobilistico. E a quei tempi venire in Italia, specialmente nel torinese, significava entrare davvero nella culla dell’automobile: oggi purtroppo non è più così.
La sua prima creazione per conto di Ghia è la Innocenti 950, una piccola spider in cui egli sembra condensare molti elementi dello stile italiano senza cadere in forzature. Chi ha l’occhio attento non faticherà a notare citazioni di autentici capolavori come la Ferrari 250 Spyder California o la Maserati 3500 Vignale, con una “spruzzatina” di Giulietta Spider. Ma Tom sa anche esprimere il suo stile personale definendo un frontale assolutamente inedito e per certi versi in anticipo sui tempi: provate a confrontare il musetto della Innocenti con la Triumph TR6 del 1968 e troverete una incredibile somiglianza!

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Chevrolet Corvette Rondine

Il primo grande successo arriva quando Tom lavora per Pininfarina. Partendo dalla Corvette Rondine, una concept-car che aveva disegnato qualche tempo prima, traccia le linee della nuova Fiat 124 spider. Il risultato è ottimo e la vettura resterà in listino dal 1966 al 1985 senza grosse modifiche, ad eccezione di un restyling che finirà per appesantire le belle forme originali. Qualcosa di impensabile ai giorni nostri, quando un’automobile di due anni prima viene già etichettata come “quella vecchia”…
Entrambe le auto, sia la concept Chevrolet che la spider Fiat, hanno una coda molto simile, caratterizzata dai parafanghi che convergono verso il basso fino a congiungersi con la battuta del bagagliaio. Questa cifra stilistica viene riproposta anche su altre sue creazioni del periodo Pininfarina, compresa la Ferrari 365 California -un’esclusiva roadster prodotta in meno di quindici esemplari- e una bella interpretazione della Lancia Flaminia 2.8. Molto significativa anche l’elegante versione coupé della Mercedes-Benz SL 230 “Pagoda”, che tuttavia resta un esercizio di stile.

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Fiat 124 Spider

L’esperienza professionale più longeva è però quella con la carrozzeria Ghia. Tom vi fa ritorno nel 1968 raccogliendo il testimone di Giugiaro, che ha scelto di mettersi in proprio con la Italdesign. Il prestigioso atelier è ora sotto l’egida di Alejandro De Tomaso ed è proprio l’imprenditore argentino a chiedergli nuovi modelli per il proprio marchio. La sua realizzazione di maggiore successo è la De Tomaso Pantera, super sportiva a motore centrale che può rivaleggiare con la concorrenza più blasonata. Successivamente arrivano la berlina ad alte prestazioni Deauville e il coupé Longchamp, che tuttavia restano auto di nicchia. In ogni caso Tjaarda dimostra di sapere interpretare molto bene gli stilemi degli anni Settanta, fatti di spigoli e linee tese. Ai modelli di produzione si affiancano numerose concept-car che non entrano in produzione, stessa sorte condivisa dalle varie proposte per modernizzare l’aspetto della Pantera. Tra di esse restano memorabili la splendida Lancia Marica, che sembra precorrere un certo stile tipico di Pininfarina (Fiat 130 Coupé, Lancia Gamma Coupé, Ferrari 365 GT4, Rolls-Royce Camargue) e il prototipo “a cuneo” su base Lancia Fulvia HF.

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De Tomaso Pantera

Al pari di tutti i grandi nomi del design, Tom Tjaarda si distingue per il suo talento eclettico. Nel corso della sua carriera sa misurarsi anche con progetti slegati dall’automobile come elementi di arredo, elettrodomestici e persino un treno! Ma soprattutto Tom è in grado di progettare non soltanto supercar ma anche auto di larga diffusione. Con il prototipo Ghia Wolf del 1972 anticipa la linea della Fiesta, il modello che segnerà l’ingresso della Ford nel segmento delle utilitarie a trazione anteriore. Durante gli anni ’80 contribuisce alla nascita di un best-seller come l’Autobianchi Y10 e lavora al progetto congiunto “Tipo 4” che dà origine alla Fiat Croma e alla Lancia Thema. Certamente sono vetture meno entusiasmanti delle sportive realizzate in precedenza, ma danno la misura della versatilità con cui Tom ha saputo adeguarsi ai tempi e alle mutate richieste dei committenti e del pubblico. Il suo ultimo lavoro -datato 2013- è la realizzazione di una Fiat 124 Spider fedele al suo progetto originale, senza i compromessi che si erano resi necessari per mettere in produzione il modello di serie. Segno che le auto degli anni Sessanta gli erano rimaste ancora nel cuore…

Io non ho avuto l’opportunità di conoscere Tom Tjaarda di persona, ma soltanto attraverso qualche email. Un paio di anni fa lo avevo contattato per chiedergli informazioni su una certa vettura ed ero rimasto piacevolmente stupito per la disponibilità con la quale mi aveva risposto, ricordando i primi progetti della sua carriera. Penso che con lui se ne sia andato un grande professionista, spesso lontano dai riflettori ma non per questo meno valido di tanti suoi illustri colleghi. Chi ama l’automobile italiana non può dimenticare che un po’ di storia è passata anche dal tecnigrafo di questo giovanotto americano che aveva scelto il nostro Paese come seconda patria. Goodbye Tom!

Immagini: Motor1.com; Mossmotoring.com; Pinterest.com; Motor-car.co.uk; Coys.co.uk

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