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“Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld”, la mia recensione del libro di Paola Rivolta

Quando, circa un mese fa, ho comperato online l’ultimo libro di Siegfried Stohr, un altro titolo ha attirato la mia attenzione. «Finalmente qualcuno ha scritto un libro su Lodovico Scarfiotti!» mi sono detto, e così ho deciso di aggiungerlo al carrello senza pensarci troppo. Non ho letto nemmeno la descrizione, perché è bastato il cognome del pilota marchigiano sulla copertina per indurmi all’acquisto. Una volta ricevutolo mi sono reso conto di avere di fronte qualcosa di diverso dalla semplice biografia del corridore e sul momento sono rimasto un po’ spiazzato. E’ bastato però iniziarne la lettura per rendersi conto che Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld è un grande libro, di quelli che non possono mancare nella collezione di un cultore delle corse anni Sessanta.

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Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld

Paola Rivolta, l’autrice, ha compiuto un eccezionale lavoro di ricerca, documentandosi su un periodo storico molto vasto. Il libro infatti prende in esame tre generazioni della famiglia Scarfiotti, attraversando oltre settant’anni di storia italiana. Questo aspetto a mio avviso potrebbe costituire un lieve ostacolo, perché almeno inizialmente i fatti narrati sono molto lontani, non solo a livello temporale, dalle vicende del pilota che tutti conosciamo. Ma una volta preso il ritmo non si fa fatica ad appassionarsi alla figura di Lodovico Scarfiotti Senior (chiamiamolo così per comodità) e al suo ruolo nella costituzione della Fiat, di cui è anche il primo presidente. Uomo di grandi doti morali, non supererà mai del tutto il dispiacere per alcune vicende giudiziarie che coinvolgono l’azienda durante la sua presidenza, nonostante esse si concludano con una piena assoluzione.

La bravura dell’autrice si mostra anche nel saper comunicare al lettore l’emotività dei personaggi. Non avendoli conosciuti direttamente è inevitabile che debba giocoforza “metterci del suo”, ma lo fa in modo assolutamente credibile. Una caratteristica questa che si ripete anche raccontando la vita di Luigi Scarfiotti, figlio di Lodovico Senior che lega la sua attività al cementificio fondato dal padre a Porto Recanati. Dalla narrazione traspare tutta la difficoltà del traghettare azienda e famiglia attraverso il dramma della seconda guerra mondiale, ma anche una sincera passione per le corse automobilistiche. Luigi infatti disputa otto edizioni della Mille Miglia, spesso ben figurando: è quasi inevitabile pertanto che anche il piccolo Lodovico, nato nel 1933 e chiamato così in onore del nonno, si innamori fin da subito dell’automobile.

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Ludovico Scarfiotti – Ferrari P4

Nella seconda metà del libro è proprio Lodovico ad essere protagonista: le vicende familiari, pur presenti, lasciano molto spazio alla cronaca delle sue prime gare, iniziando dai suoi sorprendenti esordi al volante (nel 1956, da debuttante, Scarfiotti vince la propria classe alla Mille Miglia su Fiat 1100). Da qui in avanti è una progressione entusiasmante di risultati, che lo portano a diventare pilota della Scuderia Ferrari nel 1962, forse il massimo traguardo per un corridore italiano. Ma a partire da questo momento Lodovico inizia a vivere sentimenti contrastanti, che Paola Rivolta sa raccontare nella maniera giusta. Le pagine del libro restituiscono la sua insoddisfazione di fondo, la frustrazione determinata dall’essere considerato un amateur di lusso piuttosto che un professionista del volante, nonostante egli ottenga eccellenti risultati in tutte le categorie.

E’ proprio questa, a mio parere, la grande qualità di Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld: i numeri e le classifiche ci sono, ma il loro non è un ruolo di primo piano. L’autrice punta tutto sull’animo del pilota, sulle gioie e sulle delusioni, sugli stati d’animo che si sono succeduti nella sua vita, sfortunatamente troppo breve. Centrale nel racconto è il rapporto tra Lodovico e la Ferrari, scuderia verso la quale prova un amore solo in parte ricambiato. Dopo avere vinto tutto con le ruote coperte, coglie una eccezionale vittoria al GP d’Italia del 1966 che, nelle sue aspettative, dovrebbe assicurargli un posto stabile nella squadra di Formula 1. L’autrice spiega bene perché ciò non accada, documentando una serie di avvenimenti -anche estranei allo sport in senso stretto- che impediscono a Lodovico di coronare il proprio sogno.

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Ludovico Scarfiotti – GP Monza 1966

Interrotto il rapporto con la Ferrari, Lodovico passa alla concorrenza. Si accorda con la Cooper per il Mondiale di Formula 1 e con la Porsche per disputare l’Europeo della Montagna, dove è uno dei favoriti insieme al compagno di squadra Mitter. Ed è proprio con una barchetta di Stoccarda, la leggerissima Porsche 910, che trova la morte mentre prova la salita di Rossfeld, in Germania. Dell’incidente si sa poco e da questo punto di vista il libro di Paola Rivolta non aggiunge niente a quanto già si conosca: non per demerito, ma semplicemente perché a distanza di 50 anni le cause che hanno portato Lodovico a uscire di strada restano incerte. La versione ufficiale parla di un errore di pilotaggio, ma c’è spazio anche per l’ipotesi di una rottura meccanica. Il risultato comunque non cambia e l’8 giugno 1968 l’Italia dei motori perde un altro dei suoi campioni.

Dalla Fiat a Rossfeld è un titolo da avere? Assolutamente sì, per quanto mi riguarda. Di Lodovico Scarfiotti si è parlato tanto in vita e inspiegabilmente poco dopo la sua scomparsa, pertanto l’ottimo lavoro di Paola Rivolta ha il merito di fare luce e ridare la giusta visibilità a un grandissimo del volante (cercate il palmarés di Lodovico e rimarrete stupiti di quanto abbia vinto). La forma quasi romanzata rende la lettura scorrevole e la presenza di tante note bibliografiche dà la misura di quanto la narrazione sia ben documentata e aderente al vero. Personalmente avrei desiderato leggere qualcosa in più su Ida, a lungo compagna del pilota la cui figura viene solo tratteggiata, e forse una copertina differente, con Lodovico più riconoscibile. Dettagli, che nulla tolgono a un volume ben riuscito e imprescindibile per l’appassionato. Il prezzo di vendita è fissato in 20 Euro, in linea con le pubblicazioni del settore.

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Ludovico Scarfiotti – GP Italia 1966, Ferrari 312

Immagini: Auto.motori.net; Liberilibri.itMemorialscarfiotti.itAutotoday.itEracemotorblog.it;

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