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Storiche: la “bolla” dei prezzi sta finendo?

Dopo qualche anno di prezzi folli la “bolla” delle auto storiche potrebbe iniziare a sgonfiarsi. Non ho nessuna certezza, ma ci sono diversi indizi che mi fanno pensare che il mercato possa finalmente tornare a valori più ragionevoli. A titolo esemplificativo vorrei fare riferimento ad alcune Alfa Romeo d’epoca che -incolpevolmente- sono tra le auto più interessate dall’aumento sfrenato delle quotazioni.

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Quali sono i fattori che mi portano a ipotizzare un calo dei prezzi? Innanzitutto l’asta Bonhams svoltasi il 28 gennaio a Scottsdale (USA) che vedeva in catalogo due Alfa Romeo tra le più richieste dal mercato: una Giulietta Spider “passo corto” del 1956 (stima 80-100.000 $) e una Giulietta Sprint Speciale del 1961 (stima 150-180.000 $). Bene, la prima è stata aggiudicata per 50.600 $ (circa 45.000 €) diritti inclusi mentre la seconda è andata venduta alla cifra di 115.500 $ (circa 102.000 €) comprensivi di diritti d’asta.
Ma non è tutto. All’asta Bonhams di Parigi svoltasi il 4 febbraio una rara Alfa Romeo Giulia Sprint GT Veloce del 1968 stimata 30-50.000 € è passata di mano per 28.750 € inclusi i diritti d’asta, una cifra persino inferiore alla stima minima iniziale.
Si tratta di casi isolati oppure sono le prime avvisaglie di un trend discendente? Basandosi sulle immagini e le descrizioni fornite dalla casa d’aste le tre auto sembravano in buono stato, prive di anomalie che avrebbero potuto penalizzarle. A maggior ragione quindi i risultati ottenuti potrebbero suggerire che qualcosa stia cambiando. In meglio, s’intende, perché finalmente le auto d’epoca tornerebbe ad essere accessibili a un buon numero di appassionati, sottraendosi alla speculazione che da qualche anno interessa il settore.

In secondo luogo basta dare un’occhiata alle auto in vendita sui maggiori portali di annunci. Ormai abituati alle richieste assurde sembra incredibile rivedere qualche prezzo ragionevole. Dopo esserci rassegnati alle Alfa Romeo GT Junior 1300 proposte a prezzi prossimi ai 30.000 € ecco rispuntare qualche esemplare in vendita attorno ai 15.000 €. Che non solo è la metà, ma è anche una cifra piuttosto vicina alla quotazione che la rivista Ruoteclassiche attribuisce a una GT “scalino” in buono stato (12.000 €).
Cosa sta succedendo? Un’improvvisa ondata di buon senso o semplicemente la consapevolezza che le auto proposte ai prezzi della “bolla” possono rimanere invendute? Forse qualcuno si era lasciato prendere la mano e -sulla scia di certe aste internazionali- aveva pensato di raddoppiare (quando andava bene!) i prezzi. Dimenticandosi che, per sua natura, l’asta non andrebbe presa come riferimento per le normali compravendite. Bastano infatti due contendenti incaponiti sulla stessa vettura per portarne il prezzo alle stelle, senza tenere conto del valore di mercato che comunemente le viene attribuito.

Il passato potrebbe insegnare qualcosa. Vi ricordate la celebre speculazione sulle supercar a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta? Molti rimasero con il cerino in mano, trovandosi con una macchina che d’un tratto valeva la metà o un terzo del prezzo di acquisto. Per ragioni anagrafiche non ho vissuto quell’epoca ma non mi ci vuole molto per capire che le quotazioni attuali hanno qualcosa che non va. Le richieste odierne non mi sembrano giustificabili né con la naturale rivalutazione né con il crescente apprezzamento che le auto d’epoca vanno riscuotendo.
Forse però qualcosa sta iniziando a cambiare e tra un po’ di tempo potremmo rivedere belle auto a prezzi ragionevoli. Che non vuol dire prezzi stracciati, ma semplicemente valutazioni coerenti con il valore intrinseco dell’auto e non influenzati da chissà quale intento speculativo. Il ritorno a prezzi più accessibili amplierebbe il bacino di potenziali acquirenti e magari -ipotizzo io- darebbe nuova vivacità a un mercato che mi sembra un po’ fermo, almeno a livello italiano. Siamo all’inizio di una nuova era? Lo scopriremo solo vivendo…

Immagini: Bonhams

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