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Nascono le Officine Abarth Classiche

Da oggi anche le vetture dello Scorpione hanno un punto di riferimento ufficiale, le nuove Officine Abarth Classiche. Ho appreso qualche giorno fa della nascita di questa iniziativa mirata al restauro e alla certificazione delle Abarth storiche: mi sembra un’idea molto interessante e in linea con quanto proposto dai maggiori marchi automobilistici europei. Il cosiddetto heritage, che possiamo riassumere in un mix di tradizione e patrimonio storico, è ormai diventato un fattore molto importante. Forse -ipotizzo io- per compensare almeno in parte le caratteristiche dell’automobile moderna, che privilegia giustamente la sicurezza e il risparmio energetico ma per contro ha perso buona parte del suo contenuto emozionale.

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Con le Officine Abarth Classiche il Gruppo FCA aggiunge un altro tassello alla conservazione dei suoi modelli storici, affiancando i programmi Ferrari e Maserati Classiche e il prezioso Archivio Storico Alfa Romeo. Il nuovo servizio, riservato alle Abarth che abbiano almeno 20 anni di età, si occupa di numerosi aspetti che vanno dalla certificazione delle parti meccaniche (quelle che più di ogni altra caratterizzano questi modelli speciali) a un programma di restauro completo. Per censire le vetture è stato costituito il Registro Abarth in collaborazione con il già esistente Registro Fiat Italiano. Il tutto fa capo a una nuova officina di circa 900 mq allestita ad hoc, che da oggi rappresenta la nuova “casa” delle Abarth storiche.

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Nascono le Officine Abarth Classiche

Credo che il progetto Officine Abarth Classiche sia importante per almeno tre ragioni. In prima battuta perché costituisce una fonte autorevole in grado di certificare la meccanica delle vetture, un servizio utilissimo in quei casi -come per le Abarth più preziose- dove c’è purtroppo il rischio di imbattersi in vetture non conformi. In secondo luogo perché la struttura è in grado di fornire ed eventualmente ricostruire i ricambi, che per i modelli italiani non sono sempre facilmente reperibili a differenza di quanto avviene ad esempio per le automobili inglesi. Il terzo ed ultimo motivo è squisitamente culturale: una simile iniziativa conferma la volontà di conservare e valorizzare il passato, seguendo il percorso intrapreso con la ristrutturazione e la successiva riapertura del Museo Storico Alfa Romeo. Brava FCA!