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Baghetti al Salone di Torino 1962

 

Il video che voglio suggerirvi oggi mostra alcune delle auto presentate al Salone di Torino del 1962. A descriverle è Giancarlo Baghetti, all’epoca nemmeno trentenne ma perfettamente a suo agio nel ruolo di giornalista automobilistico. Se ricordate questo mio vecchio post saprete che per Baghetti ho da sempre una grande ammirazione: non solo pilota di talento, ma anche icona di stile e -più avanti nel corso della sua carriera- stimato professionista nel mondo del giornalismo di settore. Continua a leggere

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Giancarlo Baghetti: primo al debutto

La sua vittoria all’esordio è un record imbattuto

La vittoria in Formula 1 è un privilegio per pochi, spesso conseguita dopo anni di gavetta nelle squadre di secondo piano. Giancarlo Baghetti rappresenta l’eccezione che conferma la regola, il debuttante che esordisce nientemeno che con una Ferrari. Di famiglia benestante, Baghetti nasce a Milano nel 1934 e inizia a correre con l’Alfa Romeo 1900 del padre. Dopo avere corso per Abarth debutta in Formula Junior nel 1960 con una Dagrada-Lancia. Ottiene alcune vittorie e viene notato dalla FISA, un’associazione di scuderie automobilistiche che si prefigge di aiutare i talenti emergenti del panorama italiano. Grazie ad essa partecipa ad alcune gare con le sport Ferrari, arrivando secondo a Sebring e quinto al Nurburgring. Nello stesso anno gli viene affidata una Ferrari F1 gestita dalla Scuderia Sant’Ambroeus, con la quale disputa i GP non titolati di Siracusa e Napoli. Li vince entrambi, mettendosi dietro gente come Jack Brabham, Jim Clark, Graham Hill e Lorenzo Bandini. Continua a leggere

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ATS 2500 GT, in anticipo sui tempi

Una granturismo innovativa che non ebbe successo

ATS, ovvero Automobili Turismo e Sport. Una sigla programmatica che mette in chiaro gli intenti di questa piccola azienda bolognese, nata nel 1963 grazie all’appoggio di alcuni industriali. Tra i suoi fondatori ci sono alcuni dei dirigenti che nel 1961 hanno lasciato la Ferrari, in contrasto con il Commendatore. Carlo Chiti e Giotto Bizzarrini sono tra di essi, e stiamo parlando di due dei migliori ingegneri che l’automobilismo italiano abbia mai avuto.
I piani della ATS sono ambiziosi e prevedono la costruzione di una monoposto per partecipare al Campionato Mondiale di F1 e di una granturismo stradale, la ATS 2500 GT. Vogliamo concentrarci su quest’ultima, principalmente per la sua grande importanza storica. Essa infatti rappresenta la prima vettura italiana a motore centrale, realizzata un anno prima della De Tomaso Vallelunga con analoga architettura.

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ATS 2500 GT – Telaio e meccanica

L’impostazione del progetto rivela fin da subito l’estrazione corsaiola dei progettisti. Il telaio è a traliccio tubolare, dotato di sospensioni indipendenti e freni a disco su entrambi gli assi (quelli posteriori montati all’uscita del differenziale). Il motore, collocato in posizione centrale, è progettato ex-novo dall’Ing. Chiti: si tratta di un V8 in lega leggera da 2.5 litri con distribuzione monoalbero a camme in testa e alimentato da 4 carburatori Weber a doppio corpo. La potenza erogata è di 210 cv per il modello GT, mentre la versione GTS ne sviluppa 245. Per entrambe il cambio è un Colotti a 5 marce.

Con una base meccanica di questo livello serve una carrozzeria adeguata. Il design della ATS 2500 GT è affidato a Franco Scaglione, mentre la realizzazione viene curata da Allemano. Il risultato è una vettura compatta e dalla linea molto diversa rispetto a quanto visto fino ad allora sulle auto stradali. Risalta soprattutto l’abitacolo in posizione perfettamente centrale, indizio rivelatore della collocazione del motore. Se il frontale è abbastanza convenzionale, altrettanto non si può dire della coda. Caratterizzata dal profilo fastback e dall’ampio lunotto, ha fianchi muscolosi che risultano evidenti soprattutto nella vista di ¾ posteriore.

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ATS 2500 GT – Targa Florio 1964

Queste caratteristiche eccellenti non bastano a garantire un futuro alla ATS 2500 GT. Alle prese con costi troppo elevati, la produzione si interrompe dopo una dozzina di telai costruiti. Di questi, solo 8 sono vetture complete. Neppure la partecipazione di due vetture alla Targa Florio del 1964 (equipaggi Baghetti-Frescobaldi e Zeccoli-Gardi, entrambi ritirati) riesce a dare nuova spinta al progetto, che viene accantonato.
L’avventura in Formula 1 ha un epilogo simile, nonostante la bravura dei tecnici e due piloti di talento come il Campione del Mondo 1961 Phil Hill e il talentuoso Giancarlo Baghetti. Nei due anni in cui partecipa al Mondiale, la scuderia ATS disputa solo 6 Gran Premi senza ottenere punti.
La produzione di vetture si interrompe nel 1965: a dispetto dei pochi esemplari la ATS 2500 GT resta una pietra miliare nel panorama automobilistico italiano. In anticipo sui tempi, ha ispirato numerose delle granturismo a motore centrale degli anni successivi, che inevitabilmente devono qualcosa alla coraggiosa avventura ATS.