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Una riflessione “filosofica” sulla nuova Lancia Delta Futurista

La prima volta in cui ho sentito parlare della nuova Lancia Delta Futurista è stato il Concorso di Eleganza di Villa d’Este di quest’anno, quando la vettura risultava tra le concept-car iscritte alla manifestazione. Sulle prime mi sono stupito di non vederla esposta e solo in un secondo tempo ho appreso che era sì presente, ma solo in modo virtuale attraverso alcuni rendering che ne anticipavano l’aspetto. Un modo piuttosto inconsueto di partecipare alla kermesse lariana, dove di solito il pubblico è abituato ad ammirare da vicino le auto partecipanti. Questo piccolo mistero ha contribuito ad accendere una certa curiosità su questa riedizione (sarà la parola giusta?) di una vera icona automobilistica come la Lancia Delta HF Integrale. Continua a leggere

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Quattro coupé da riscoprire

Con il mercato delle auto d’epoca alle stelle è diventato sempre più difficile riuscire a fare un buon acquisto al giusto prezzo. Specialmente se si parla di modelli sportivi, che di solito sono quelli che spuntano le valutazioni maggiori. Oggi vorrei provare a suggerirvi alcune auto storiche che a mio parere non sono ancora apprezzate come meriterebbero e che, con un po’ di fortuna, è ancora possibile trovare a prezzi accessibili. Ho scelto quattro coupé prodotte tra gli anni Sessanta e Settanta, che trovate elencate qui sotto in base alla cilindrata.

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Fiat 850 Coupè (1965)

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Fiat 850 Sport Coupè

Per me una vettura che rappresenta un vero e proprio miracolo stilistico. Se si pensa che la base è la Fiat 850 berlina -a sua volta derivata dalla Fiat 600 del 1955- sembra incredibile che possa essere nata una coupé dalla linea così gradevole. Pur mantenendo il passo corto del modello originale, la Fiat 850 Coupé riesce ad essere perfettamente equilibrata persino nella vista laterale. Il design fastback è opera di Felice Mario Boano e mostra più di una somiglianza con la Simca 1000 Coupé del 1962, nata da un progetto comune tra la Fiat e la casa automobilistica francese. Io personalmente intravedo persino qualche analogia con la stupenda ASA 1000 GT…
Seppure molto riuscita esteticamente, la Fiat 850 Coupé sconta l’impostazione meccanica da utilitaria vecchio stampo con il motore posteriore a sbalzo. Elaborato dalla stessa casa madre, il piccolo quattro cilindri si difende comunque bene grazie ai suoi 47 cv, sufficienti a spingere la 850 Coupé ad circa 140 Km/h. All’epoca non ci sono altre auto della stessa cilindrata con prestazioni migliori a parte la Panhard 24 CT Tigre, che però costa quasi il doppio della Fiat. Con la seconda serie -denominata Fiat 850 Sport Coupé- la potenza sale a quota 52 cv ma la linea perde qualcosa in termini di purezza stilistica, ulteriormente appesantita dal restyling del 1971. Tutte le versioni hanno un bell’interno sportivo e i freni a disco anteriori. Esistono anche delle fuoriserie (Vignale, Moretti…) ma il modello standard è già bello di suo. Con due accessori di quelli giusti diventa una granturismo in miniatura a un prezzo alla portata di molti.

Cilindrata: 843 cc (903 cc)
Potenza max: 47 cv @6.200 giri/min (52 cv @6.500 giri/min)
Coppia max: 6,1 kgm @3.600 giri/min (6,6 kgm @3.800 giri/min)
Peso a vuoto: 700 kg (720 kg)
Velocità max: 139 Km/h (148 Km/h)
Accelerazione 0-100 Km/h: n.d.

Fonte: Quattroruote – Tra parentesi i dati relativi a II e III serie


 

Simca 1200 S (1967)

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Simca 1200 S Coupè

Quasi una sconosciuta sul mercato italiano, la Simca 1200 S è una piccola coupè che prende le mosse dalla popolare Simca 1000. Se la tre volumi di origine è tutt’altro che entusiasmante, la Simca coupé ha una bellissima linea disegnata da Bertone che appare come una summa degli stilemi del carrozziere torinese. Le griglie sul cofano richiamano quelle della Lamborghini Miura mentre il taglio del lunotto ricorda molto quello dell’Alfa Romeo Giulia Sprint GT. Come se non bastasse il cruscotto è simile a quello della Fiat Dino 2000 coupé. Un collage che funziona bene e conferisce alla piccola coupé francese un aspetto da sportiva vera, suffragato da prestazioni di prim’ordine. Grazie agli 80 cv del suo motore da 1.2 litri, la Simca raggiunge i 170 Km/h, eguagliando le prestazioni delle più note Lancia Fulvia 1.3 e Alfa Romeo GT 1300 Junior. Nel 1970 viene potenziata a 85 cv e arriva a sfiorare i 180 Km/h, un valore record per un’auto della sua cilindrata ed elevato anche per gli standard odierni. Purtroppo da noi è una vettura estremamente rara e suppongo che non sia semplice trovare i ricambi corretti, anche se forse il web potrebbe venire in aiuto per reperirli all’estero. Credo che una Simca 1200 S in buono stato e con targhe originali possa rappresentare qualcosa di interessante da mettersi in garage, magari per affiancare una delle classiche milletrè italiane.

Cilindrata: 1.204 cc
Potenza max: 80 cv @6.000 giri/min (85 cv @6.200 giri/min)
Coppia max: 10,5 kgm @4.500 giri/min (10,8 kgm @4.500 giri/min)
Peso a vuoto: 860 kg (890 kg)
Velocità max: 172 Km/h (179 Km/h)
Accelerazione 0-100 Km/h: 12.5 sec (12.6 sec)

Fonte: web – Tra parentesi i dati relativi al modello 1970


 

Peugeot 504 Coupè (1969)

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Peugeot 504 Coupè

Altra semi-sconosciuta sulle strade italiane, nonostante la linea disegnata da Pininfarina. E che linea! Fedele al suo stile, l’atelier torinese punta più sull’equilibrio delle forme piuttosto che sulla caratterizzazione sportiva. Il risultato è una coupé dal design sobrio e senza tempo, che ritengo venga valorizzata dalle tinte metallizzate. La vocazione turistica della Peugeot 504 è confermata dalle motorizzazioni disponibili, tutte di media cilindrata ma con potenza specifica piuttosto bassa. Più adatte quindi a viaggiare in souplesse piuttosto che alla guida veloce. Nonostante l’indole paciosa la Peugeot 504 Coupé si è distinta in ambito agonistico, vincendo alcuni rally negli anni ’70. Pertanto può contare anche su un discreto palmarés sportivo che le dà valore aggiunto.
Per me le Peugeot 504 Coupé più belle sono quelle con i doppi fari anteriori e i gruppi ottici posteriori in stile Ford Mustang. Quelli adottati successivamente al restyling del 1974 sono decisamente più anonimi. I motori della prima serie sono i quattro cilindri da 1.8 e 2 litri, entrambi alimentati ad iniezione meccanica. Il V6 PRV da 2.7 litri è disponibile solo con il modello ristilizzato ma in ogni caso nel nostro Paese sarebbe una rarità, considerata l’elevata tassazione che in quegli anni gravava sulle grosse cilindrate. Un buon esemplare -magari una prima serie con targhe nere- potrebbe essere una scelta originale e non troppo costosa per qualche tranquillo giretto domenicale.

Cilindrata: 1.796 cc (1.971 cc)
Potenza max: 97 cv @5.500 giri/min (104 cv @5.200 giri/min)
Coppia max: 13,9 kgm @3.000 giri/min (17,1 kgm @3.000 giri/min)
Peso a vuoto: 1.165 kg
Velocità max: 175 Km/h (179 Km/h)
Accelerazione 0-100 Km/h: 12.6 sec (11.2 sec)

Fonte: web – Tra parentesi i dati relativi al modello 2 litri


 

Lancia 2000 Coupé (1971)

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Lancia 2000 Coupé HF

Il canto del cigno della Flavia o, se preferite, l’ultima vera Lancia insieme alla contemporanea versione berlina. Questa è la definizione data da alcuni appassionati alla Lancia 2000 Coupé, prodotta dal 1971 al 1974. Per me è un modello ancora sottostimato e rimasto ai margini del collezionismo nonostante le sue indubbie qualità. Bella linea firmata Pininfarina (con diverse reminiscenze di Ferrari 330, soprattutto nell’abitacolo), motore boxer con trazione anteriore di scuola Fessia e ottime prestazioni. Cosa c’è che non va allora? Secondo me la Lancia 2000 Coupé sconta un po’ la concorrenza della Fulvia, da sempre nelle mire dei collezionisti e tra le Lancia più amate in assoluto. Mettiamoci anche l’impostazione da GT elegante piuttosto che da sportiva pura che -oggi come allora- scalda meno gli animi rispetto a modelli più aggressivi come l’Alfa Romeo 2000 GT Veloce. Al netto dell’aria un po’ seriosa, siamo pur sempre di fronte a una coupé 2 litri ottimamente rifinita e dotata persino del cambio ZF con prima marcia in basso a sinistra. La versione 2000 i.e. HF è una delle prime automobili in assoluto ad adottare l’iniezione elettronica in luogo delle prime, scorbutiche, iniezioni meccaniche. Un motivo ulteriore per ritenerla una macchina significativa e degna di essere collezionata. Consideriamo infine che ne hanno fatte poche: meno di 3.000 unità sommando il modello standard e la HF. Con il marchio di Chivasso ai minimi storici, potrebbe essere il momento giusto per acquistarne un bell’esemplare da conservare in attesa di tempi migliori. Nel frattempo guiderete una autentica Lancia come non se ne fanno più.

Cilindrata: 1.991 cc
Potenza max: 115 cv @6.000 giri/min (125 cv @5.800 giri/min)
Coppia max: 17 Kgm @ 3.500 giri/min (17,5 kgm @3.700 giri/min.)
Peso a vuoto: 1.200 kg
Velocità max: 185 Km/h (190 Km/h)
Accelerazione 0-100 Km/h: 10.5 sec (10.3 sec)

Fonte: web – Tra parentesi i dati relativi al modello 2000 i.e. HF