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“Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld”, la mia recensione del libro di Paola Rivolta

Quando, circa un mese fa, ho comperato online l’ultimo libro di Siegfried Stohr, un altro titolo ha attirato la mia attenzione. «Finalmente qualcuno ha scritto un libro su Lodovico Scarfiotti!» mi sono detto, e così ho deciso di aggiungerlo al carrello senza pensarci troppo. Non ho letto nemmeno la descrizione, perché è bastato il cognome del pilota marchigiano sulla copertina per indurmi all’acquisto. Una volta ricevutolo mi sono reso conto di avere di fronte qualcosa di diverso dalla semplice biografia del corridore e sul momento sono rimasto un po’ spiazzato. E’ bastato però iniziarne la lettura per rendersi conto che Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld è un grande libro, di quelli che non possono mancare nella collezione di un cultore delle corse anni Sessanta. Continua a leggere

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“Pilota senza ali”: la mia recensione dell’ultimo libro di Siegfried Stohr

Che personaggio, Siegfried Stohr! Pilota di Formula 1, psicologo, alpinista, karateka e -non da ultimo- scrittore. Io sono un suo ammiratore fin da quando, una decina di anni fa, lessi una sua intervista-fiume nel bel volume di Luca Delli Carri La danza dei piedi veloci. Intervistato insieme ad altri corridori automobilistici italiani degli anni ’70 e ’80, Stohr mi colpì subito per la profondità del suo pensiero e per l’attenzione che riservava al lato umano del pilota da corsa.
Era da un po’ di tempo che desideravo leggere uno dei suoi libri e qualche giorno fa ho acquistato online il suo ultimo lavoro, intitolato Pilota senza ali – Quella non era la «mia» Formula 1. Dopo averlo letteralmente divorato in un paio di sere, oggi vi scriverò le mie impressioni su questo piacevolissimo titolo edito da Fucina editore a fine 2016. Continua a leggere

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Tino Brambilla, presentato il libro

Monza, 29 settembre 2015 – La Sala Talamoni presso la sede de Il Cittadino ha ospitato la presentazione del libro Tino Brambilla – Mi è sempre piaciuto vincere, di cui avevamo già anticipato l’uscita qualche tempo fa. Di fatto si è trattato della seconda presentazione, dal momento che la prima era già avvenuta in occasione del GP d’Italia.

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L’orario scelto per l’evento ha forse limitato l’affluenza del pubblico, ma i presenti hanno compensato esprimendo un sincero affetto verso il pilota monzese. Oltre a Brambilla erano presenti in sala l’editore Stefano Nada e l’autore Walter Consonni, che ha raccontato anche il lato umano del campione. Il Tino infatti è sempre stato apprezzato per schiettezza e coerenza, doti che gli hanno consentito di restare se stesso senza scendere a compromessi. Quei compromessi che forse gli avrebbero aperto qualche porta in ambito sportivo, ma per contro avrebbero snaturato uno dei protagonisti più genuini dell’automobilismo italiano.
L’uscita del libro ha dato lo spunto per una retrospettiva sulla Monza di quegli anni, quando le vittorie dei Brambilla -Ernesto e Vittorio- facevano sognare i ragazzi e l’Autodromo era il centro di tutto. Nessuna nostalgia però: è lo stesso Tino a gettare acqua sul fuoco, evitando improbabili confronti tra il presente e quell’epoca irripetibile.

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Il libro su Tino Brambilla scritto da Walter Consonni

In fin dei conti chi è Ernesto Brambilla oggi? E’ innanzitutto un uomo che non si lascia andare ai ricordi e all’autocelebrazione. Quando gli chiedono delle sue imprese agonistiche -in primis la vittoria ad Hockenheim con la Ferrari Dino F2- quasi si schermisce, fa sembrare normale un risultato che invece fu eccezionale. Nemmeno il ricordo di Enzo Ferrari in visita nella sua officina in via Della Birona lo smuove, quasi fosse la norma avere di fronte il Drake in persona. Preferisce far parlare i numeri, le vittorie. Le tante vittorie, conquistate in sella alla motocicletta prima e al volante della monoposto poi. Dei piloti attuali non parla o quasi. Dice che i Gran Premi non li guarda più nemmeno alla televisione e non facciamo fatica a credergli.

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Presentazione libro Tino Brambilla

Qualcuno tra il pubblico non resiste alla tentazione e gli chiede del mitico “Bar di Stupitt”, che per inciso esisteva davvero ed era il ritrovo di una combriccola di appassionati di motori. Si parla di qualche acrobazia in moto sulle rive del Lambro ma lui smentisce categoricamente. “Tutte pirlate” dice. Ne prendiamo atto, ma ci resta il sospetto che Brambilla -smessi i panni del pilota per quelli di nonno- voglia minimizzare qualche goliardata fatta in gioventù. Nel finale si parla anche di suo fratello Vittorio, sette stagioni in Formula 1 e una incredibile vittoria al GP d’Austria 1975 al volante della March. Si azzarda persino un confronto, gli chiedono se fosse geloso del fratello. “Geloso?” risponde il Tino “Non era mica la mia morosa!”.
Tra applausi e strette di mano la presentazione volge al termine e l’ex pilota ottantaduenne si accinge a tornare a casa… in moto ovviamente!

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Un libro racconta Tino Brambilla

All’anagrafe è Ernesto Brambilla, ma per tutti è semplicemente il Tino. Soprattutto a Monza, la città dove è nato nel 1934 e dove sorge l’Autodromo che lo ha spesso visto protagonista. A settembre, grazie al lavoro di Walter Consonni, uscirà il libro Tino Brambilla – Mi è sempre piaciuto vincere che ne racconta la vita e le imprese sportive.

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Tino Brambilla – Mi è sempre piaciuto vincere

Meccanico di professione, Tino inizia a gareggiare in moto negli anni Cinquanta, per poi passare alle quattro ruote.
Il suo esordio al volante coincide con un periodo irripetibile delle corse automobilistiche, segnato purtroppo da gravi tragedie. Brambilla vince il Campionato Italiano di Formula 3 nel 1966 e corre nella stessa categoria anche l’anno successivo, quello segnato dal triste GP di Caserta in cui scompaiono tre piloti.
Nel 1968 passa alla Formula 2, la categoria che gli riserva le più grandi soddisfazioni: con la Ferrari Dino F2 vince diverse gare sia nel Campionato Europeo che nella mitica Temporada Argentina.
Sul circuito di casa Tino guida anche la Formula 1, purtroppo senza troppe soddisfazioni. Nel 1963 manca la qualificazione con una vecchia Cooper-Maserati e nel 1969, quando sembra ormai cosa fatta, rinuncia a partecipare con la Ferrari 312.

Da questo momento in avanti si concentra sulla carriera del fratello Vittorio, compagno sia nelle corse che in quelle goliardate rimaste celebri ancora oggi. Rigorosamente in auto o in sella alla moto, le “imprese” dei fratelli Brambilla si tramandano fino ai giorni nostri, accendendo la nostalgia degli appassionati brianzoli.

Walter Consonni -che di Brambilla è amico personale- racconta la vita del campione monzese attraverso aneddoti di prima mano che si preannunciano imperdibili. Il contenuto del libro è basato su circa un anno e mezzo di conversazioni tra l’autore e lo stesso Tino Brambilla, che con grande lucidità racconta i suoi 80 anni di vita, in pista e non. Oltre che agli appassionati di corse in senso stretto, crediamo che l’opera di Consonni possa interessare anche a chi desideri fare un tuffo nella Monza di 40 o 50 anni fa, con i suoi personaggi e i suoi luoghi storici.

Tino Brambilla – Mi è sempre piaciuto vincere di Walter Consonni è edito da Nada Editore e sarà disponibile nelle librerie a partire da settembre 2015 al prezzo di 25 Euro. Prossimamente pubblicheremo su Gigleur.it la nostra recensione del libro!

 

Immagini: Formulapassion.it; Walter Consonni

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Il bello del gas: la nostra recensione

Un must per gli appassionati dei motori anni ’60

Per chi se lo fosse perso a suo tempo, suggeriamo questo bel libro di Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi uscito a metà anni Novanta. Un titolo forse di nicchia, ma imperdibile per chi ama un certo automobilismo ruspante. Niente a che vedere con il motorsport esasperato dei giorni nostri: qui si parla di sfide da bar, di moto, di macchine e di piedi pesantissimi. Le vicende del Il Bello del Gas sono ambientate a Monza e i protagonisti sono due fratelli, meccanici di professione. Fin troppo facile capire chi siano stati gli ispiratori del racconto, anche se i nomi per ovvie ragioni non sono quelli reali. Continua a leggere