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Porsche 912: guardare al mercato attraverso un case study

Dopo tanta teoria vorrei tornare a parlare del mercato delle auto d’epoca, questa volta aiutandomi con un esempio concreto. Un case study, tanto per usare un termine in voga di questi tempi, che possa aiutare ad inquadrare meglio il settore delle auto da collezione, specialmente per quanto concerne i valori di scambio e compravendita. Per farlo ho scelto la Porsche 912, modello che molti di voi conosceranno per essere la “sorellina” della più blasonata e costosa 911 dotata di motore a sei cilindri. Quella che fu l’entry level di Zuffenhausen potrebbe a mio avviso rivelarsi utile a capire certe impennate del mercato, vediamo insieme perché. Continua a leggere

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Mercato auto d’epoca, gli exploit del 2015

La fine dell’anno si avvicina e vorrei fare qualche riflessione sul mercato delle auto d’epoca e sulle tendenze del 2015. Ho scelto di concentrarmi su quei modelli per così dire accessibili, senza tirare in ballo le auto di fascia alta che fanno spesso storia a sé (si pensi ad esempio a certe valutazioni che sono possibili solo in occasione delle aste più prestigiose). L’idea è quella di restare su quelle auto che possano interessare a un numero sufficientemente ampio di appassionati, scegliendo alcuni modelli che a mio avviso hanno fatto registrare notevoli incrementi in termini di valutazioni economiche, non sempre condivisibili. La selezione è assolutamente soggettiva e prende spunto dalle inserzioni di vendita che si possono trovare sia sul web che sulle riviste di settore.

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Alfa Romeo GT 1300 Junior “Scalino”

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Alfa Romeo GT 1300 Junior “Scalino”

L’Alfa Romeo GT 1300 Junior “Scalino” è sicuramente una delle storiche più richieste del momento e, pur essendo la entry level tra le Giulia GT, le sue quotazioni sono ormai in netta ascesa. Per un esemplare ben conservato o restaurato a regola d’arte qualcuno azzarda persino richieste attorno ai 25.000 €: una cifra a mio avviso ingiustificata considerando che con un budget simile si può acquistare una 2000 GT Veloce, ovvero il top di gamma tra le coupé Alfa Romeo serie 105.
Cosa ha determinato questa assurda impennata? Personalmente credo che sia tutto merito della linea: in un certo qual modo l’Alfa Romeo GT 1300  Junior “Scalino” è vista come uno dei modelli più puri esteticamente perché -al netto della mascherina semplificata- ripropone in toto il disegno originale di Giugiaro. La capostipite Giulia Sprint GT (proposta anche in versione Veloce) è infatti ben più rara e costosa, pertanto le prime GT Junior diventano spesso una scelta obbligata per chi ama il look delle origini ma ha un budget più limitato. Aggiungiamoci che con un po’ di immaginazione una GT 1300 “Scalino” assomiglia anche alla mitica Giulia GTA, divenuta ormai un pezzo da alto collezionismo. Forse il fascino del modello da corsa giova anche a queste prime GT Junior, che in questo momento di accessibile hanno solo il nome. Se ne acquistate una tenetela rigorosamente originale!


 

 Porsche 912

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Porsche 912 Targa

La Porsche 912 è la seconda delle mie scelte, essendo diventata in breve tempo un pregiato modello da collezione. Alcune vetture sono proposte in vendita ad oltre 40.000 €, più del doppio di quanto era usuale sentirsi chiedere fino a pochi anni fa. Mossa da un boxer a 4 cilindri da 1.6 litri, la 912 era spesso vista come la sorella minore della più blasonata Porsche 911 e quindi un po’ trascurata. Oggi i primi esemplari -con plancia non rivestita e strumentazione a 3 orologi- sono autentici oggetti di culto, al pari delle Targa soft-window con lunotto morbido in tela.
In questo caso credo che l’incremento dei prezzi sia la naturale conseguenza delle valutazioni stellari raggiunte dalle coeve Porsche 911: alcune versioni delle cosiddette pre-bumper (prodotte fino al 1973) passano in scioltezza i 100.000 €. Con un simile traino anche le tranquille Porsche 912 sono diventate d’un tratto molto appetibili e… costose. Volendo essere obiettivi bisogna riconoscere che alla fine la 912 tanto “ferma” non è. Con 90 cv di potenza non può certo impensierire il flat-six della 911 ma le sue prestazioni sono abbastanza allineate con quelle dell’Alfa Romeo Giulia Sprint GT, quindi considerate brillanti per lo standard degli anni Sessanta. Attenzione a non confonderla con la Porsche 912 E del 1976, prodotta per un solo anno in attesa della nuova 924: è tutt’altra macchina.


 

 Fiat Dino Coupè

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Fiat Dino Coupè

Terzo posto per la Fiat Dino Coupé. Sembra che anche per la GT torinese sia venuto il momento della ribalta, con richieste che possono oscillare tra i 30.000 e i 40.000 €. Niente male, se pensiamo che per tanti anni -oscurata dalla bellissima Dino Spider Pininfarina- la Fiat Dino Coupé Bertone è stata a torto ritenuta meno riuscita esteticamente. In più mettiamoci che, nonostante fosse poco richiesta dal mercato, aveva comunque una meccanica sofisticata e impegnativa da mantenere/restaurare, caratterizzata dalla avveniristica accensione elettronica Dinoplex. Chi si sarebbe accollato i suoi costi di gestione a fronte di un valore commerciale limitato? Pochi, solo i veri cultori del modello. Quelli che con buona probabilità sono riusciti a mettersela in garage alla metà del prezzo attuale.
Oggi invece, con la Fiat Dino Spider ormai valutata alla stregua di una Ferrari, penso che gli appassionati abbiano capito che in fondo la Dino Coupé offre le medesime prerogative tecniche della Spider sotto una carrozzeria firmata da un designer altrettanto prestigioso. Ed ecco spiegato l’aumento dei prezzi, almeno secondo me. La Dino Coupé è stata prodotta con motori da 2 e 2.4 litri, sempre con frazionamento V6: a parità di prezzo io sceglierei la prima, che vanta il propulsore con basamento in alluminio e qualche dettaglio estetico più ricercato. E pazienza se al retrotreno ci sono ancora il ponte rigido e le balestre…


 

 Alfa Romeo Montreal

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Alfa Romeo Montreal

Chiudo il quartetto con un’altra granturismo italiana, l’Alfa Romeo Montreal. Ferma per anni su valutazioni attorno ai 30.000 €, nel 2015 la V8 di Arese ha letteralmente preso il volo e non è affatto insolito sentirsi chiedere prezzi più che raddoppiati. La sua iniezione meccanica SPICA -notoriamente delicata e impegnativa da mettere a punto- e qualche perplessità sul telaio di derivazione Giulia (progettato in origine attorno al bialbero da 1.6 litri) sono i fattori che per molto tempo hanno frenato gli entusiasmi degli appassionati e calmierato le quotazioni. Di recente, con il marchio Alfa Romeo in cima alle preferenze degli appassionati italiani ed esteri, sembra che le esitazioni siano sparite e di frequente le Montreal in vendita sono proposte a cifre che possono spaziare dai 55.000 a 75.000 €.
Senza voler giustificare l’impennata dei prezzi credo sia giusto riconoscere i pregi oggettivi dell’Alfa Romeo Montreal. In primo luogo la linea, firmata dal grande designer Marcello Gandini e per certi versi simile a quella della Lamborghini Miura (mi riferisco soprattutto alla distribuzione dei volumi). In seconda battuta la meccanica raffinata, con il V8 da 2.6 litri -parente stretto del motore che equipaggia l’Alfa Romeo 33 Stradale- accoppiato per l’occasione al cambio sportivo ZF con prima marcia in basso a sinistra. Verosimilmente sottostimata per anni, credo che fosse in qualche modo prevedibile che prima o poi il mercato si accorgesse di questa grande Alfa Romeo.

Vuoi darci il tuo parere sul mercato delle auto d’epoca? Scrivi la tua opinione nei commenti!

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La Porsche di McQueen venduta in asta

Un’altra delle auto personalizzate di Steve McQueen spunta un’aggiudicazione elevatissima. Dopo la Ferrari 275 GTB/4 battuta l’anno scorso per oltre 10 milioni di dollari, qualche giorno fa è stato il turno di un’altra granturismo posseduta dal celebre attore americano. Questa volta si tratta della Porsche 911 Turbo del 1976 che fu l’ultima auto speciale di McQueen, scomparso prematuramente nel 1980. Messa all’incanto da Mecum Auctions, è stata venduta per l’incredibile somma di 1.950.000 $, cioè oltre dieci volte l’attuale quotazione del modello standard.

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Quando viene lanciata nel 1975, la versione sovralimentata della Porsche 911 rappresenta una delle auto più veloci sul mercato. L’enorme coppia sviluppata dal 6 cilindri boxer impone una trasmissione a sole 4 velocità: sono necessari ingranaggi sovradimensionati e nella scatola del cambio non c’è posto per la quinta marcia. Con una potenza di 260 cv (235 cv per la versione destinata alla California) e una velocità massima di 250 Km/h, la Porsche 911 Turbo è una vettura per cultori della guida sportiva.
Naturale quindi che anche “The King of Cool” ne voglia una per sé. Come sua abitudine non si accontenta di un modello di serie, ma ordina la sua Porsche con alcune caratteristiche particolari.

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La Porsche 911 Turbo (1976) di Steve McQueen

Come già avvenuto per altre auto da lui possedute, anche questa volta l’attore americano personalizza la vettura con alcune modifiche mirate che la rendono unica. Il colore innanzitutto: per la sua nuova Porsche 911 Turbo Steve McQueen sceglie una tonalità di grigio fuori catalogo denominata Slate Grey, la stessa già utilizzata per la Porsche 911 2.2 S da lui guidata durante le riprese del film Le Mans e venduta da RM Auctions nel 2011 per 1.375.000 $.
La lista degli accessori include alcuni optional ufficiali proposti dalla casa madre come i sedili sportivi in pelle nera, il tettuccio apribile e il differenziale autobloccante. Un allestimento completo, ma tutto sommato abbastanza ordinario per un auto di questo livello.
Il vero tocco personale del divo americano è però un altro. Come rivela il figlio dell’attore, Chad McQueen, questa 911 Turbo monta infatti un particolare dispositivo che permette di escludere i fari posteriori. Un “trucco” non proprio legale crediamo, voluto forse per dileguarsi in caso di inseguimenti notturni.
In seguito Steve McQueen apporta un’ultima personalizzazione alla sua auto, sostituendo i cerchi in lega di primo equipaggiamento con un nuovo set a canale maggiorato. Una modifica discreta e probabilmente comune tra i possessori di Porsche 911 Turbo.

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Steve McQueen

Dopo averla guidata per qualche anno, McQueen rivende la sua 911 Turbo al concessionario Porsche di Hollywood. Successivamente l’auto passa di mano diverse volte ma tutti i nuovi proprietari -forse affascinati dal carisma del primo acquirente- si limitano a conservare la vettura senza modificarla, effettuando solo la necessaria manutenzione. E’ grazie a questa cura che la Porsche 911 Turbo di Steve McQueen giunge fino a noi in condizioni originali, esattamente come era stata voluta da lui.
La cifra record raggiunta in asta conferma come il prestigio di un proprietario famoso possa influenzare in maniera considerevole il prezzo finale. In particolare l’aura di Steve McQueen ha dato prova per l’ennesima volta di essere una garanzia per spuntare aggiudicazioni al top.

 

Immagini: Flatsixes.com; Biography.com