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Una riflessione “filosofica” sulla nuova Lancia Delta Futurista

La prima volta in cui ho sentito parlare della nuova Lancia Delta Futurista è stato il Concorso di Eleganza di Villa d’Este di quest’anno, quando la vettura risultava tra le concept-car iscritte alla manifestazione. Sulle prime mi sono stupito di non vederla esposta e solo in un secondo tempo ho appreso che era sì presente, ma solo in modo virtuale attraverso alcuni rendering che ne anticipavano l’aspetto. Un modo piuttosto inconsueto di partecipare alla kermesse lariana, dove di solito il pubblico è abituato ad ammirare da vicino le auto partecipanti. Questo piccolo mistero ha contribuito ad accendere una certa curiosità su questa riedizione (sarà la parola giusta?) di una vera icona automobilistica come la Lancia Delta HF Integrale.

Solo di recente ho potuto apprezzare meglio questo progetto di Automobili Amos attraverso le immagini e i filmati disponibili sul web, che hanno finalmente svelato i dettagli di questa particolarissima vettura. Dietro alla costruzione della Lancia Delta Futurista c’è una grande quantità di lavoro, questo è innegabile. La base di partenza -una Integrale 16v di fine anni Ottanta- ha ricevuto una serie impressionante di modifiche ed aggiornamenti, anche di carattere tecnico. Non solo un propulsore potenziato, ma anche una scocca irrigidita attraverso l’applicazione di roll-bar e rinforzi vari, oltre alla riprogettazione delle sospensioni anteriori, passate dallo schema McPherson ai più nobili quadrilateri. E poi fibra di carbonio a profusione, utile sia per risparmiare chilogrammi preziosi che per dare un tocco hi-tech.

L’estetica poi non è da meno. La carrozzeria squadrata della Delta originale ha conservato la propria identità, ma ha perso due sportelli. Quelli posteriori infatti sono stati saldati per conferire più rigidità al telaio, facendo assomigliare la Futurista a quel mostro sacro che è la Lancia Delta S4. Bella la reinterpretazione di dettagli iconici come il piccolo alettone posteriore e la scelta cromatica, ricaduta su una tonalità di verde scuro coerente con la storia del modello (ricorda un po’ il Verde York utilizzato per una edizione limitata della “Deltona”). Dulcis in fundo, tanto Alcantara per gli interni (altra citazione vincente) dove i sedili e la plancia originale ricevono una veste più attuale senza perdere di vista il passato. C’è poco da dire: la Delta Futurista ha sicuramente un certo appeal, soprattutto per chi è cresciuto nel mito della sportiva di Chivasso.

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La Lancia Delta HF Integrale 16v – La “base” per costruire la nuova Delta Futurista

Fatte queste doverose premesse, la domanda che mi sono posto è relativa al senso di una vettura come questa. Non è una storica restaurata -troppe le licenze per potere essere considerata tale- ma nemmeno un’auto moderna, perché la base è quella di un modello di fine anni Ottanta, il cui progetto originale risale addirittura al 1978. E’ un esercizio di restomod molto spinto? Forse, e in questo caso andrebbe almeno riconosciuto il buon gusto con il quale l’operazione è stata condotta da Automobili Amos. Quello che personalmente mi convince meno è l’idea di smantellare delle vetture autentiche per realizzare i 20 esemplari previsti di Delta Futurista. Da cultore dell’originalità apprezzo poco l’idea di sacrificare una Integrale 16v -ormai storica a tutti gli effetti- per creare qualcosa di accattivante ma poco attinente al collezionismo in senso “classico”.

In buona sostanza l’interrogativo che mi sono posto è come riuscire ad “inquadrare” la Delta Futurista. E’ da considerarsi una macchina d’epoca o moderna, oppure nessuna delle due? Okay gli aggiornamenti, ma parliamo sempre di uno chassis progettato verosimilmente a metà anni Settanta e di un motore (il bialbero Lampredi, qui in versione plurivalvole e turbocompressa) che trae le sue origini addirittura alla fine degli anni Sessanta. Ha senso creare una commistione tra ieri e oggi, miscelando la linea originale di Giugiaro con fari a led, cerchi enormi e via dicendo? Io personalmente resto poco convinto della buona riuscita di un simile cocktail, così come non apprezzo creazioni analoghe sviluppate sulla base di altri modelli icona e oggi piuttosto di moda, soprattutto tra gli appassionati anglosassoni.

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Lancia Delta Futurista – 3/4 posteriore

In ultima istanza il discorso economico, che rende la vettura costruita da Automobili Amos un oggetto molto esclusivo. Il prezzo della Delta Futurista è infatti stimato in circa 300.000 Euro, ai quali bisogna sommare il costo della vettura donatrice. Ora, posto che si tratta di cifre alla portata di pochissimi, credo sia lecito domandarsi quali e quante altre vetture si potrebbero acquistare con un simile budget. Una collezione di buon livello, probabilmente. Senza contare che una frazione del prezzo della Futurista, diciamo un quinto, vi sarebbe sufficiente per comprare una Lancia Delta Evoluzione autentica e di sicuro valore collezionistico. Le ultime news però ci dicono che i 20 esemplari previsti sono già stati venduti in anticipo, pertanto sembra che il mercato abbia premiato l’originale proposta di Automobili Amos.

L’argomento è sicuramente interessante: voi che ne pensate?

Immagini: Autobahn.eu; Petrolblog.com; Carstyling.ru

Video: Quattroruote via YouTube

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2 pensieri su “Una riflessione “filosofica” sulla nuova Lancia Delta Futurista

  1. Domenico

    Per me è solo una versione rimasterizzata del glorioso Deltone, non metto in dubbio che c’è stato un grosso lavoro alle spalle, ma è tutto sbagliato a cominciare dalla scelta del progetto, hanno preso un quadro del Caravaggio e preteso di migliorarlo scarabocchiandoci sopra, commettendo un sacrilegio per quello che rappresenta quest’auto nell’immaginario collettivo. Avrei preferito piuttosto che si trattasse di una replica di in auto italiana, sportiva, che non è mai andata in produzione per scelte aziendali scellerate …e ce ne sono parecchie purtroppo! Sinceramente da appassionato di old classic car, la vedo più una cafonata per calciatori.

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    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Ciao Domenico, grazie per il tuo contributo alla discussione. Io penso, come già scritto nell’articolo, che dietro alla Delta Futurista ci sia tantissimo lavoro ma in fin dei conti non è il mio genere di vettura. Parlando di restomod in un precedente articolo anche io ho fatto il paragone col “fare i baffi alla Gioconda”, ehehehe… Quello che non condivido è sacrificare 20 Delta HF Integrale originali, soprattutto in considerazione del fatto che la 16v è quella che ha vinto di più nel Mondiale Rally, anche se resta sempre un po’ all’ombra della Deltona.

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