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Vi dico la mia sul mercato delle auto d’epoca

Come vi avevo anticipato, il tanto atteso (si fa per dire, eh!) post sulle quotazioni delle auto storiche è arrivato. Prima di affrontare l’argomento però vorrei precisare che quanto andrò a scrivere -oltre a rappresentare solo il mio parere personale- si riferisce unicamente al mercato italiano e alle automobili per così dire “normali”. Con questo termine virgolettato intendo i modelli che sono ancora piuttosto accessibili, in fin dei conti quelli che più interessano l’appassionato medio. Le supercar battute nelle aste internazionali rappresentano poco più che una curiosità per la stragrande maggioranza degli acquirenti, che di norma cerca soltanto un bel giocattolo per il giretto della domenica mattina.

Fatta questa doverosa premessa, passo alla questione vera e propria: da qualche tempo si sentono richieste folli per qualsiasi auto d’epoca, spesso oltre il buon senso. Per prima cosa bisognerebbe capire perché i prezzi siano saliti in modo così repentino, portandoci alla incredibile situazione attuale.
Io credo che negli ultimi anni in molti si siano avvicinati alle storiche con un intento quasi esclusivamente speculativo. La moda del vintage -che ha investito numerosi ambiti anche al di fuori di quello automobilistico- ha reso improvvisamente interessanti quegli oggetti che fino a poco prima erano appetibili soltanto per un ristretto novero di intenditori. Fiutato l’affare, in tanti si sono buttati sulle classiche con l’intento -anche legittimo, per carità!- di trarre profitto dalla compravendita di queste vetture. Il problema è che, al momento di formulare la richiesta economica, troppo spesso hanno “sparato alto”, col risultato di fissare un benchmark pericolosamente sballato. Ed è proprio qui che si innesca un meccanismo deleterio: per non sentirsi da meno, chi era in possesso di auto simili ha adeguato le proprie richieste a quelle esageratamente alte lette sugli annunci web o delle riviste. In qualche caso rincarando addirittura la dose, alimentando così un circolo vizioso che in poco tempo ha raddoppiato o triplicato le cifre alle quali eravamo abituati. Alcune auto, passate più volte di mano, hanno visto lievitare il proprio prezzo fino a perdere ogni contatto con la realtà. La staticità di certe inserzioni di vendita sembrerebbe dimostrare la scarsa validità di questa strategia commerciale, ma tant’è…
Un altro fattore influente è quello rappresentato dalle aste internazionali, che talvolta vengono prese come metro di paragone ignorando che si svolgono attraverso offerte al rialzo. Un meccanismo del tutto inadatto a determinare la reale quotazione di un’automobile per un motivo molto semplice: bastano infatti due offerenti intestarditi sullo stesso lotto per portarne il valore oltre ogni aspettativa. Altre volte ci si trova di fronte a singoli acquirenti disposti a spendere cifre totalmente slegate dal mercato, come nel caso della Bianchina battuta da Gooding & Co. per oltre 80.000 $. Sfido chiunque a dire che quello sia il prezzo corrente della piccola Autobianchi!
Ma non bisogna nemmeno dimenticare che in molti casi i compratori stranieri hanno un potere di acquisto sensibilmente più elevato del nostro, che li induce a pagare di buon grado somme impensabili per noi italiani. A meno di non volersi dedicare al solo export, nel nostro Paese sembra un po’ difficile vendere un’auto alla stessa cifra che spunterebbe sul mercato tedesco o magari su quello olandese.
In ultima istanza io credo che oggi le valutazioni siano influenzate da fattori che prescindono dalla rarità e dal valore intrinseco della vettura. Sembra che qualcuno abbia stabilito arbitrariamente quali modelli debbano “tirare” e quali no, condizionando ulteriormente il mercato. Volete un esempio? Pensate alle Porsche 911 classiche o alle Alfa Romeo della serie 105 (Giulia e derivate): auto fantastiche, ma prodotte in centinaia di migliaia di esemplari e tutt’altro che difficili da reperire. Eppure sono quasi sempre poste in vendita a caro prezzo.

Individuati gli antefatti, diamo ora un’occhiata alla situazione attuale. Al netto dell’entusiasmo che si percepisce attraverso il web, i social network o certi programmi TV, il mercato mi pare in fase di stallo. Nelle manifestazioni dedicate -almeno quelle che frequento io- non ho quasi mai visto una vettura cambiare proprietario o un cliente mettere mano al portafogli. Gli annunci di compravendita, online o cartacei che siano, mi sembrano per buona parte sempre gli stessi. Con il paradosso di quelle auto da tempo invendute che ciclicamente vengono riproposte a prezzo maggiorato, come se un rincaro potesse invogliare i potenziali acquirenti!
La mia impressione è che questa impasse abbia portato alla saturazione del mercato. Fateci caso, per certe vetture potreste permettervi di scegliere persino il colore che più vi aggrada, tante ce ne sono in vendita. L’offerta di auto storiche è amplissima ed è possibile dimostrarlo con dati oggettivi: al momento della pubblicazione di questo articolo il noto portale Autoscout24 conta oltre 11.000 annunci di vetture immatricolate entro il 1987. Per contro la domanda è più difficile da stimare, ma ritengo che non sia altrettanto forte. Basta osservare le tante inserzioni di auto che restano senza acquirenti per mesi, se non addirittura anni. Eppure sono in molti a insistere con i prezzi esorbitanti, a volte senza nemmeno tenere conto delle condizioni di conservazione e originalità tanto care ai cultori di questi oggetti.
E gli appassionati -quelli autentici- cosa fanno? Non comprano quasi più, almeno a quanto mi sembra. Chi conosce e ama davvero le storiche difficilmente accetta di acquistare ai prezzi attuali. Intendiamoci, sul mercato non ci sono unicamente le “sòle”, ma anche tante auto belle e scevre da difetti. L’unica cosa che non va è la cifra a cui vengono proposte, che in certi casi le condanna a rimanere ferme a prendere polvere.
Le richieste economiche, almeno secondo me, non sono più coerenti con l’uso amatoriale che si fa di queste vetture. Mi spiego meglio: fino a qualche anno fa molte storiche si potevano comperare a un prezzo adeguato a quello che rappresentano, cioè un bellissimo hobby. Oggi, in piena bolla speculativa, per la stessa auto e lo stesso divertimento vi trovereste a pagare ben di più. Probabilmente troppo per un oggetto essenzialmente superfluo e che si utilizza solo qualche ora nel tempo libero.
Qualcuno dice di comprare per investimento, ma personalmente non vedo quali margini di guadagno possano esserci nell’acquistare ai prezzi odierni. E poi -chi legge Gigleur lo saprà bene- penso da sempre che questi oggetti si acquistino più per passione che per lucro.

Infine la parte più difficile, cioè le prospettive sul futuro del mercato. Sapere cosa accadrà è semplicemente impossibile, perciò mi limiterò a ipotizzare lo scenario che potremmo trovarci davanti. Io ritengo che presto o tardi assisteremo allo sgonfiamento della famigerata bolla. Anche perché pensare che si possano chiedere cifre ancora più esose delle attuali mi sembra improbabile, così come trovare acquirenti disposti a sborsare tali somme. Delle due, l’una: o i prezzi si abbassano e gli italiani tornano a comprare oppure buona parte delle auto resterà in vendita a oltranza sperando nell’arrivo dello “zio paperone” di turno.
Volendo affrontare l’argomento in modo ampio ci sarebbe anche un altro aspetto di cui tenere conto. Se le macchine d’epoca non si vendono rallenta anche l’indotto. Ricambisti, restauratori, officine specializzate e tutte quelle attività che gravitano attorno alle storiche potrebbero quindi vedere diminuire il proprio lavoro.
Ma al momento le aste internazionali vanno ancora alla grande, come dimostrato dalle recentissime vendite di RM Sotheby’s a Monterey e Gooding&Co a Pebble Beach. Solo ogni tanto si intravede qualche segno di flessione, come nel caso di alcune auto messe all’incanto da Bonhams e aggiudicate ben al di sotto della stima minima. Ad esempio l‘Alfa Romeo Giulietta Spider Veloce “passo corto” (lotto 17), passata di mano a 78.100 $ a fronte di una stima compresa tra 125 e 150.000 $. Oppure la bella Austin Healey 3000 MkI (lotto 15), battuta a 47.300 $ nonostante il range indicato dal catalogo fosse tra 90 e 120.000 $. Magari rappresentano semplici eccezioni, ma potrebbero anche essere episodi significativi per ipotizzare come sarà il mercato di domani.
Di certo non assisteremo al ritorno delle valutazioni di dieci anni fa, sarebbe impossibile. Ma forse i prezzi potrebbero riavvicinarsi alle quotazioni suggerite dalle riviste specializzate, che in molti erano soliti prendere come riferimento. Io credo che si debba sempre tenere presente una cosa: le auto d’epoca non sono oggetti indispensabili ma semplici spese voluttuarie alle quali è possibile rinunciare. Chi acquista lo fa soltanto se ritiene che il prezzo sia equo, altrimenti lascia perdere. E se la domanda dovesse calare davvero i prezzi scenderebbero di conseguenza. Chissà che, per una volta, a beneficiarne non possano essere gli appassionati veri, con buona pace di chi pensava soltanto a facili guadagni.

Immagini: Wheelsage.org

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6 pensieri su “Vi dico la mia sul mercato delle auto d’epoca

    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Ciao Bob, grazie per il tuo intervento. Al momento la situazione penso sia proprio quella che ho descritto nell’articolo, l’interessante sarebbe capire come potrebbe evolversi il mercato da qui a qualche tempo…

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  1. Joseph

    Ciao Giacomo,complimenti per il tuo articolo che senza dubbio rispecchia la situazione attuale.. Proprio ieri mi capita per mano una rivista di ruoteclassiche dell’estate del 2006 e sono rimasto sbigottito nel leggere le quotazioni di allora e confrontarle con quelle di oggi..esempio alfa Montreal..delta hf evo,fiat Dino ecc…io non ho ancora 30 anni ma è dal 2002 che leggo riviste del settore. Sono sempre stato innamorato dell’alfa 1750 gt 69/72 10 anni fa avendone avuta la possibilità l’avrei comprata…oggi avendo un occupazione e un gruzzoletto da parte l’avrei comprata ma essendosi quadruplicate in soli 10 anni le quotazioni adesso l’idea non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello….e aspetto…aspetto che la situazione si normalizzi e questi prezzi pazzi siano solo un brutto ricordo. Appasionati cerchiamo di tenere duro…

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    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Ciao Joseph, sono contento che il mio articolo sul mercato delle auto d’epoca ti sia piaciuto. Anche a me è capitato di rileggere oggi le inserzioni di vendita risalenti a 10 anni fa e la differenza è molto rilevante. Come te seguo il settore da tanti anni e la mia impressione è che l’impennata dei prezzi si sia verificata in tempi abbastanza recenti, diciamo a partire da circa 4/5 anni fa. Oggi molte auto che erano accessibili sono diventate troppo care e non sono più alla portata degli appassionati come accadeva un tempo. Io sono dell’idea che prima o poi la situazione dei prezzi si normalizzerà, anche se non penso sia possibile un ritorno alle vecchie quotazioni a cui fai riferimento. Ovviamente è soltanto il mio parere, ma credo che stiamo assistendo a una “bolla speculativa” che con la passione autentica per le auto storiche ha ben poco a che fare. Attualmente le richieste sono ancora alte, ma spero che si ritorni a prezzi più equi anche perchè la mia percezione è che le compravendite effettive siano in stallo. Grazie ancora e a presto!

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  2. Carmelo

    Ciao, è la prima volta che ti leggo, mi devo complimentare perche’ l’articolo è molto rispondente alla situazione attuale. Per esperienza diretta, volendo acquistare un’auto di quelle da te citate (Alfa Gt veloce 1^serie), mi sono imbattuto in prezzi proibitivi tra 50.000/60.000 euro che mi sembrano veramente eccessivi, specialmente in relazione alle quotazioni delle riviste specializzate. E’ chiaro che c’è gente che vuole solo specularci… aspettero’ tempi migliori…

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    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Ciao Carmelo, grazie innanzitutto per le parole di apprezzamento verso il mio articolo. L’esempio che hai portato è molto pertinente, dal momento che hai nominato una delle vetture probabilmente più interessate dal fenomeno speculativo. Pur essendo una bellissima auto, sono convinto anche io che non valga le cifre assurde che si sentono chiedere da qualche anno a questa parte. Forse la situazione potrebbe migliorare col tempo, certo è che allo stato attuale è quasi impossibile pensare di acquistare… continua a seguire il blog, magari più avanti tornerò ancora sull’argomento prezzi e quotazioni. A presto!

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