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Youngtimer: fu vera gloria?

Stavo ripensando all’entusiasmo che un paio di anni fa si era scatenato attorno alle auto costruite tra gli anni ’80 e ’90 e che adesso mi pare un po’ scemato. Sembrava che le cosiddette youngtimer dovessero dare vita a una sorta di -passatemi il termine- modernariato automobilistico, affiancando i veicoli storici più anziani e il collezionismo tradizionale.

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A distanza di qualche anno ho l’impressione che l’interesse degli appassionati sia tornato verso i modelli più datati, diciamo quelli prodotti tra il secondo dopoguerra e la fine dei Settanta. Che, per inciso, è il periodo storico che io stesso preferisco e che ritengo abbia visto la nascita delle automobili più belle di sempre. Tutto quello venuto dopo -con le dovute eccezioni- non riesce ad entusiasmarmi ed è forse per questo motivo che ho sempre creduto poco nel fenomeno delle youngtimer. Ma quali sono le ragioni che hanno portato alla ribalta questa “moda”? Io penso siano le seguenti, che per semplicità elenco in 4 punti:

  1. Il desiderio di trovare un nuovo filone di auto da collezione, considerato che quelle classiche in senso stretto sono sempre meno reperibili e con prezzi in (esagerata) ascesa.
  2. L’idea di investire in modelli ancora sottovalutati sperando che, nel medio periodo, possano rivalutarsi alla stregua di quanto avvenuto per le automobili più anziane.
  3. Le agevolazioni in termini fiscali, ossia il pagamento del bollo ridotto o -in presenza di talune condizioni- l’esenzione dalla tassa di possesso.
  4. La nuova generazione che si avvicina al collezionismo ha sognato e talvolta posseduto queste automobili negli anni Ottanta e Novanta, pertanto è in qualche modo legata ad esse.

Osservando gli annunci delle auto in vendita mi sembra che l’idea alla base del punto 1) non abbia riscosso il successo sperato. Le vetture oggi proposte sui siti e le riviste specializzati sono per la maggior parte ultra trentennali. Fa eccezione qualche modello sportivo più recente, che però ha costi di gestione piuttosto elevati e quindi risulta meno appetibile per eventuali acquirenti.
Passando al punto 2) credo che solo il tempo possa dare una risposta, difficile da prevedere ora. Sono convinto che esistano youngtimer con buone prospettive collezionistiche, ma siano per lo più versioni ad alte prestazioni o in tiratura limitata. In buona sostanza solo una piccola parte delle auto prodotte nel periodo preso in esame (1986-1996 circa). Un buon esempio è rappresentato da quelle auto costruite per ottenere l’omologazione sportiva ad uso agonistico. Quali? Io penso la BMW M3 e30, la prima Ford Sierra Cosworth, la Lancia Delta HF Integrale e via dicendo…
Il punto 3) ha perso validità con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015 che ha ripristinato il pagamento del bollo per le automobili con meno di 30 anni. Da allora un’auto youngtimer è soggetta alla tassa di possesso senza le riduzioni/esenzioni che -a fronte di certi requisiti- era possibile ottenere fino al 2014. Stando a quello che si legge sui magazine di settore sembra che al momento alcune Regioni facciano eccezione, quindi occorre documentarsi caso per caso.
Per quanto concerne il punto 4) siamo di fronte a un dato di fatto. I trentenni e quarantenni di oggi spesso desiderano acquistare le macchine a cui ambivano da ragazzi. E qui non ho nulla da obiettare, d’altronde al cuor non si comanda…

Qualcuno ipotizza che le youngtimer di oggi saranno le classiche di domani. Io non sono d’accordo, perché penso che non sia solo l’età a rendere storica una vettura. Credo che a partire dagli anni Ottanta le auto siano profondamente cambiate. In primo luogo a livello tecnico, con l’avvento della progettazione computerizzata e l’uso massiccio della plastica. In seconda battuta è l’idea stessa di automobile a mutare, avvicinandosi sempre di più a un mero strumento per andare dal punto A al punto B, possibilmente consumando poco. Questa metamorfosi ha portato miglior comfort, più sicurezza e maggiore efficenza, per contro ha tolto all’automobile molta della sua “anima”. Ed è per questo motivo che -almeno secondo me- le auto del passato recente saranno difficilmente oggetto del collezionismo futuro. Con l’eccezione di alcuni modelli, ritengo che la grande maggioranza del parco automobilistico anni ’80/’90 finirà nel dimenticatoio senza che abbia mai acquisito lo status di vetture da collezione.
Piccola chiosa finale. Le cosiddette youngtimer sono auto già piene di elettronica e centraline. Come si farà a ripararle quando la componentistica e i software specifici non saranno più reperibili? Un paio di carburatori doppio corpo -per quanto difficili da regolare- si sistemano ancora oggi con un cacciavite e la giusta esperienza. Una centralina elettronica no.

So che il mio può essere un punto di vista non condiviso da tutti, ma mi piacerebbe potermi confrontare con voi su questo tema. Se volete lasciare la vostra opinione scrivetela nei commenti qui sotto!

Immagini: Honest John Classics

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3 pensieri su “Youngtimer: fu vera gloria?

  1. Bernard De Wolf

    L’auto d’epoca quando ero giovane erano soprattutto le sportive a parte qualche eccezioni e naturalmente le prime vetture costruite.(Le prime oldtimer) E le fuoriserie.Poche utilitarie e berline se non di grande preggio o con novità importanti.Poi ci sono le piccole utilitarie di grande vendite.(500,600,2 CV,4 CV,Maggiolino,Ford T la prima)Ma questo fanno parte di una serie di macchine un po’ speciali e carine.Spero che continuera su questa linea ma mi sembra che in futuro saranno le vetture con passato agonistico a prevalere (sentendo i commenti dei giovanni nei radunni) soprattutto le macchine da rally.Questa moda del collezionismo per poveri risulta dal costo minore del bollo e ass. la spinta del ASI (che ci guadagna un sacco di soldi), e la speranza di fare soldi come fanno i collezionisti speculatori.Ma dopo varie deluzioni,penso tutto tornerà come prima.

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    1. Giacomo ArosioGiacomo Arosio Autore articolo

      Ciao Bernard, grazie innanzitutto per il tuo commento. Sono abbastanza d’accordo con te per quanto riguarda questi “nuovi” modelli da collezione: per me si tratta in molto casi di una moda temporanea mentre credo che ci sarà sempre interesse per i modelli classici. Una eccezione potrebbe essere rappresentata dai modelli più sportivi (come hai detto anche tu) o quelli con caratteristiche particolari che li distinguono dalla massa altre auto più diffuse. A me sembra che il fenomeno delle auto “youngtimer” si sia già un po’ esaurito… che ne dici?

      Rispondi

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